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La rete antiviolenza sul territorio della provincia di Sondrio e l’Infermiere di Famiglia e di Comunità
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Guicciardi, Gabriella

La rete antiviolenza sul territorio della provincia di Sondrio e l’Infermiere di Famiglia e di Comunità / Gabriella Guicciardi

Milano : PoliS-Lombardia, 2021

Abstract: L’infermiere di comunità è un professionista responsabile dei processi infermieristici in ambito familiare e di comunità, con conoscenze e competenze specialistiche nelle cure primarie e sanità pubblica. Ha un ruolo di collegamento fondamentale tra le varie figure professionali e non, per assicurare al cittadino una corretta, dignitosa e umana assistenza sanitaria. L’IFeC diventa di primaria importanza per la gestione delle patologie croniche. L’aumento di questo fenomeno è connesso a differenti fattori come l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della sopravvivenza dovuti al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, al mutamento delle condizioni economiche e sociali, agli stili di vita, all’ambiente e alle nuove terapie. L’infermiere di comunità e famiglia può essere inserito in équipe di un Cav, garantendo alle donne vittima di violenza, in una eventuale post ospedalizzazione, un follow-up sanitario, evitando così alla stessa di recarsi nuovamente nei centri ospedalieri. Sarebbe auspicabile la presenza di un’infermiera in un consultorio con la possibilità della vittima di accedere in orari liberi o concordati con la professionista. Di notevole importanza è anche la disponibilità dell’operatore di recarsi a domicilio o comunque in posti dove la persona abusata non abbia timore per la sua incolumità. Ulteriori competenze potrebbero essere: - Organizzazione di corsi di formazione annuali a colleghi in ambito ospedaliero al fine di riconoscere i segni che possono pensare ad una possibile violenza. - Prevenzione annuale in ambito scolastico con la presenza di esperti, presentazione di video e statistiche. - Raccolta annuale di dati inerenti la violenza in Valtellina. - Prevenzione donna, esami da fare in base all’età. In Valtellina i dati dei Centri Antiviolenza rispettato i dati nazionali, con un aumento considerevole nel post pandemia. I dati reperiti sono del Cav di Sondrio. Ritengo che possiamo veramente essere di fronte a svolte lavorative importanti, dove il cittadino è il centro. Ci vuole un massimo impegno da parte di tutti. MODULOORGd

Indagare la cronicità dei pazienti
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Cusini, Marta - Romani, Patrizia

Indagare la cronicità dei pazienti : approfondimenti sul Questionario Sunfrail / Marta Cusini, Patrizia Romani

Milano : PoliS-Lombardia, 2021

Abstract: Attraverso un processo di revisione della letteratura e delle valutazioni condotte su Sistemi, su Servizi Sanitari e Sociali, su Siti di riferimento e sulle buone pratiche, gli autori ritengono importante riconoscere precocemente la fragilità come indicatore predittore di mortalità nella popolazione over 65, cronica e non, utilizzando strumenti snelli, pratici, concreti, come lo strumento Sunfrail, in grado di produrre in maniera efficace ed efficiente percorsi per la prevenzione della multimorbidità (Palummeri E. 2019), al fine di delineare interventi socio sanitari a carico dell’Infermiere di Famiglia e Comunità. MODULOORGd

La cronicità ed il contesto della rete territoriale della residenzialità in provincia di Sondrio
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Confeggi, Chiara - Picceni, Daniela

La cronicità ed il contesto della rete territoriale della residenzialità in provincia di Sondrio / Chiara Confeggi, Daniela Picceni

Milano : PoliS-Lombardia, 2021

Abstract: Le patologie croniche richiedono un approccio assistenziale diverso dalla gestione dell’acuto. La gestione della cronicità necessita di un sistema di assistenza continuativa, multidimensionale e multidisciplinare. Molti sono i servizi a disposizione nel campo delle fragilità e della psichiatria in provincia di Sondrio. L’obiettivo è quello di approfondire le diverse unità d’offerta e avere una banca dati aggiornata dell’offerta anche attraverso le nuove tecnologie, come un’applicazione ad hoc. MODULOORGd

Le classificazioni di prestazioni infermieristiche lette con l'ottica del servizio
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Saladino, Laura - Lamera, Ivana

Le classificazioni di prestazioni infermieristiche lette con l'ottica del servizio : l’utilizzo delle tassonomie NANDA-I e NIC nella documentazione di case management degli infermieri di famiglia e comunità / Laura Saladino, Ivana Lamera

Milano : PoliS-Lombardia, 2021

Abstract: L’ASST Papa Giovanni XXIII ha adottato dal 2009 un percorso di sviluppo della documentazione infermieristica informatizzata all’interno del progetto di creazione del dossier aziendale sanitario elettronico (D@SE). In tale documentazione è applicata la tassonomia della North American Nursing Diagnosis Association International (NANDA-I), associata all’elaborazione teorica di Henderson sviluppata da Adam e Bizier. La documentazione sanitaria e sociosanitaria è uno degli strumenti che garantiscono la sicurezza del paziente e la continuità delle cure e che tracciano le attività dei professionisti, permettendo anche la rilevazione degli esiti. Nell’elaborazione della documentazione di case management del Servizio di Infermiere di Famiglia e di Comunità, l’UOC Direzione Professioni Sanitarie e Sociali dell’ASST Papa Giovanni XXIII ha tenuto conto delle indicazioni regionali e si è ispirata a principi che facilitassero la completezza, la chiarezza e la rintracciabilità (Casati, 2021). Nella pianificazione infermieristica in aggiunta alle diagnosi infermieristiche (DI) è stata inserita la tassonomia degli interventi infermieristici (NIC) (Butcher et al., 2020). L’obiettivo del progetto è descrivere le terminologie standardizzate DI e NIC utilizzate in un campione di documentazione di case management del Servizio Infermieri di Famiglie e Comunità (IFeC). MODULOORGu

Le forme di collaborazione con gli enti locali
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Mambretti, Jara - Previtali, Maria Clara

Le forme di collaborazione con gli enti locali : mappatura della rete territoriale afferente all’ASST Papa Giovanni XXIII / Jara Mambretti, Maria Clara Previtali

Milano : PoliS-Lombardia, 2021

Abstract: Il progetto si sviluppa durante l’emergenza Covid-19 sul territorio bergamasco, duramente colpito nella prima ondata della pandemia, dove è apparsa fin da subito evidente la necessità di colmare le carenze presenti e di sfruttare nel migliore dei modi quanto già a disposizione nella provincia bergamasca e nello specifico nelle aree di afferenze dell’Asst Papa Giovanni XXIII. Il progetto prevede la mappatura della rete territoriale presente sul territorio di competenza dell’Asst Papa Giovanni XXIII. Oltre all’inserimento nella mappatura delle strutture ospedaliere pubbliche con le loro strutture periferiche (già note sul territorio), è stato previsto il completamento con l’inserimento di un ulteriore elenco che prende in considerazione strutture private convenzionate con il SSN, strutture socio assistenziali a livello comunale e provinciale, attività facenti parte del terzo settore ed in generale strutture private accreditate al SSN. I professionisti sanitari sono i principali destinatari del progetto. Possono utilizzare lo strumento integrandolo e intrecciando i dati dello stesso con altre mappature delle numerose Asst presenti sul territorio lombardo. La sua struttura si presenta pertanto dinamica, aggiornabile e di facile interpretazione. Solo secondariamente il progetto avrà come beneficiari le famiglie e le comunità che grazie all’interpretazione dei dati da parte del personale sanitario, avrà migliori benefici dalle strutture presenti nel proprio paese. La metodologia adottata per lo sviluppo della mappatura è stata quella di procedere alla suddivisione territoriale in ambiti ed abbiamo utilizzato i periodi di tirocinio sul territorio per raccogliere informazioni, incontrare associazioni di volontariato ed incrementare le informazioni attraverso la collaborazione con medici di medicina generale. Abbiamo inoltre contattato sia attraverso incontri diretti, sia telefonicamente i responsabili delle strutture e il personale direttamente interessato (ad esempio.: volontari comunali, coordinatori, ecc.). Abbiamo utilizzato e confrontato documenti preesistenti attraverso la ricerca on-line sui siti internet ufficiali delle strutture di nostro interesse. I risultati riscontrati sono la presenza di una rete diffusa e ben stabilizzata sul territorio bergamasco, con tuttora un ampio margine di possibilità di sviluppare ed incrementare i collegamenti tra le attività e potenziare quanto presente e già attivo. Come Ifec un ulteriore risultato è dato dalla possibilità di estendere il nostro bacino di collaboratori ed aumentare la nostra visibilità tra le figure dei professionisti socio sanitari. In conclusione il progetto mette in chiaro la rete presente ed operante sul territorio bergamasco nello specifico per le aree di competenza dell’Asst Papa Giovanni XXIII, inoltre mette in luce la possibilità di incrementare tali attività senza costi che non siano già previsti. E’ intuibile la possibilità per il progetto di essere aggiornato e integrato con altre mappature in modo da ottenere un focus completo su tutta la rete territoriale presente in buona parte della regione Lombardia. MODULOORGq

Le classificazioni di prestazioni infermieristiche lette con l'ottica del servizio
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De Carli, Mattia - Frana, Valeria

Le classificazioni di prestazioni infermieristiche lette con l'ottica del servizio : mappatura delle codifiche e dei flussi che hanno una componente assistenziale all'interno di diversi ambiti / Mattia De Carli, Valeria Frana

Milano : PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche le codifiche in ambito sanitario hanno lo scopo di classificare in modo univoco sia le malattie che altri dati sanitari, di supportare studi epidemiologici e di indicizzare e di recuperare informazioni di interesse. Tra le attività di ricerca generali in questo ambito figurano l’acquisizione della conoscenza, l’estrazione terminologica e la modellazione della conoscenza applicata allo sviluppo di thesauri specialistici (ad esempio, per le malattie croniche, per le malattie rare, ecc.) e lessici orientati agli utenti (ad esempio, per l'accesso facilitato alle informazioni sanitarie e ai dati clinici), sistemi di classificazione e ontologie. Il Servizio Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFeC) è un servizio di recente istituzione all’interno del panorama sanitario e sociosanitario territoriale di Regione Lombardia che manifesta la necessità di disporre di codifiche per le prestazioni infermieristiche e di case management che si integrino al linguaggio e alle tassonomie infermieristiche internazionali NANDA, NIC e NOC. Disporre di codifiche permetterebbe di creare flussi di rendicontazione con cui riconoscere, valorizzare e rendicontare le attività di questo servizio, così come anche auspicato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) che, nel Position Statement “L’Infermiere di Famiglia e di Comunità”, definisce, tra le competenze di questa figura: - “utilizzo di supporti documentali e gestionali informatici per la documentazione dell’attività assistenziale che concorrono alla rendicontazione dell’attività svolta sul territorio di riferimento”; - “collaborazione con le autorità sanitarie locali per costruire flussi informativi utili alla valutazione e gestione della popolazione in carico”. Dal quadro descritto emerge il razionale di questa indagine esplorativa di mappatura dei flussi già definiti e delle codifiche delle prestazioni infermieristiche esistenti, al fine di descrivere quanto potenzialmente valorizzabile per un flusso di rendicontazione del Servizio Infermieri di Famiglia e di Comunità. Il percorso di ricerca si è articolato attraverso una prima esplorazione delle codifiche esistenti e dei flussi di rendicontazione nei siti del Ministero della Salute, Regione Lombardia, ATS Bergamo e Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche ed Ostetriche. Le classificazioni infermieristiche lette con l’ottica dei servizi: mappatura delle codifiche e dei flussi che hanno una componente assistenziale all’interno dei diversi ambiti. In un secondo momento si è proceduto a contattare tramite telefonate, di persona e/o contatti mail, i responsabili aziendali che si occupano di rendicontazioni prestazionali negli ambiti di competenza infermieristica. Infine, per consolidare la mappatura delle codifiche e dei flussi, si sono presi contatti con alcune Unità Operative di ATS Bergamo considerate strategiche ai fini di questa indagine. Ne è risultato un quadro molto articolato per quanto concerne i flussi di documentazione delle prestazioni, mentre dal punto di vista delle codifiche si è reso necessario estrapolare quelle potenzialmente di competenza infermieristica all’interno di classificazioni più generali. Le codifiche e un relativo flusso informativo e di rendicontazione, integrate ai flussi già esistenti, consentirebbero anche ai manager e ai decisori politici di valutare l’impatto, anche in termini di rapporto costo-efficacia, del Servizio Infermieri di Famiglia e di Comunità sulla salute pubblica e sul coordinamento e integrazione dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali del territorio di riferimento, analisi ancor più significativa alla luce della centralità della figura emersa dal Piano di Ripresa e di Resilienza e della recente evoluzione della riforma sanitaria lombarda. MODULOORGu

Emergenza sanitaria
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Tarantino, Silvana

Emergenza sanitaria : problemi adolescenziali / Silvana Tarantino

Milano : PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Dalla recente pandemia studi recenti ed approfonditi, hanno dimostrato che gli adolescenti e le famiglie, appaiono nell'attuale emergenza sanitaria sfiniti, psicologicamente molto stanchi e hanno un forte senso di precarietà. Il disagio, attraverso sintomi di ansia e depressione, si è intensificato nelle seconda fase della pandemia: il disturbo post traumatico da stress, si è trasformato in un disturbo da disadattamento con una sintomatologia più stabile e più duratura, che sta provocando anche sintomi fisici, come somatizzazioni, problemi di concentrazione importanti, con conseguenze sul piano psicofisico dell'adolescente. Le prime slide sono mirate a raccontare le varie problematiche dell' incremento dei disagi dell'adolescente e l'esponenziale aumento delle richieste di aiuto, con risposta, non sempre disponibile nelle strutture territoriali per tempistiche e mancanza di personale. Le successive slide elencano i vari costi per accessi inappropriati in pronto soccorso. L’importanza della figura dell’infermiera di famiglia e la presa in carico di tali problemi ha lo scopo di creare una rete di supporto e quindi fare da tramite per le famiglie e dare un aiuto concreto e rapido. Nelle ultime slide nel project si è ritenuto prendere d'esempio un caso clinico in carico, un utente, le sue varie problematiche e come i genitori si sono rapportati ad esse. Pensando anche ad un ipotetico spazio ricreato e definito come "centro ascolto per le problematiche adolescenziali dove in base al problema esposto, si può dare un immediata chiarezza di informazioni al familiare spiegando come poter muoversi per risolvere il quesito posto. Nel percorso lavorativo si sono raccolte anche delle criticità. MODULOORGst

Le forme di collaborazione con gli enti locali
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Pagliara, Francesca - Leoni, Nausicaa

Le forme di collaborazione con gli enti locali : mappatura della rete territoriale afferente all'ASST Bergamo Ovest / Francesca Pagliara, Nausicaa Leoni

Milano : PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Introduzione: Le organizzazioni sanitarie sono sempre di più chiamate a dare risposte a nuovi bisogni sociosanitari. Per questo motivo è nato l’Infermiere di famiglia e di comunità (IFeC) che integra con un ruolo nuovo, preventivo, proattivo e collaborativo, il contributo degli attori della rete territoriale. Questo “nuovo infermiere” può essere considerato il punto di riferimento per i cittadini al fine di accrescerne l’empowerment, «un processo educativo finalizzato ad aiutare il paziente a sviluppare la conoscenze, le capacità, le attitudini e il grado di consapevolezza necessari ad assumere responsabilità nelle decisioni che riguardano la sua salute» (Feste, Anderson 1995). L’attuale situazione epidemiologica e demografica della popolazione italiana rende urgente l’adozione di soluzioni innovative per garantire risposte efficaci da parte del Servizio Sanitario Nazionale. In questo scenario la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità si sviluppa su tre livelli d’intervento: livello individuale, attraverso interventi diretti e indiretti che hanno la persona e la famiglia come destinatari; livello di gruppo, attraverso interventi che si rivolgono a gruppi di persone in funzione di specifici bisogni di salute condivisi; livello comunitario, attraverso azioni rivolte alle collettività. Obiettivo: È sicuramente nell’ultimo dei tre livelli citati nel paragrafo precedente che si sviluppa il nostro project work in quanto si pone come obbiettivo la mappatura dei servizi territoriali afferenti al Distretto Bergamo Ovest. Lo scopo è quello di saper rispondere in modo efficiente ed efficace alle necessità dei cittadini residenti nell’area d’interesse e garantirne un adeguato orientamento. È infatti partendo da una lettura e analisi del contesto comunitario che nasce la collaborazione con le autorità sanitarie locali, con il MMG e il PLS, con le Unità di Valutazione Multidimensionali dei Distretti, con i professionisti dei servizi socio assistenziali, con le associazioni di volontariato e con tutte le realtà presenti sul territorio. Metodologia: La metodologia adottata per sviluppare questo lavoro è quello dell’analisi descrittiva. È stata effettuata una raccolta di informazioni e dati reperiti: dai piani di zona dei quattro ambiti dell’ASST Bergamo Ovest, dal portale ATS Bergamo e dal sito dell’ISTAT. Partendo dai dati raccolti è stata redatta una tabella che riporta tutte le strutture e i servizi attualmente attivi nei quattro distretti del territorio dell’ASST Bergamo OVEST, chiarificandone le attività erogate e le modalità di accesso. Sono indicate sia le strutture gestite direttamente dall’ASST che da enti privati. Risultati attesi: Sviluppando questa tabella si vuole rendere disponibile anche a tutti i colleghi IFeC delle altre realtà territoriali la conoscenza dell’offerta presente sul territorio dell’ASST Bergamo Ovest in modo che questa possa diventare un canale di integrazione per la nostra figura a livello provinciale e regionale. Lo scopo ultimo di questo studio pilota è quello di redigere uno strumento che fornisca ai cittadini e agli operatori sociosanitari le informazioni necessarie per conoscere e sapersi interfacciare con i servizi già presenti nella nostra ASST. MODULOORGq

Indagare la cronicità
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Cavola, Raffaella - Gibellini, Sonia Maria Teresa

Indagare la cronicità : la demenza e il burden del caregiver / Raffaella Cavola, Sonia Maria Teresa Gibellini

Milano : PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Il progressivo invecchiamento della popolazione comporta un aumento delle patologie croniche. Tra queste, anche se meno trattate e conosciute, troviamo le demenze. La sindrome dementigena è una delle maggiori cause di disabilità tra gli anziani e rappresenta un considerevole costo a livello statale, sociale, familiare e individuale, tanto da essere definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una priorità mondiale di salute pubblica. Le strategie terapeutiche a disposizione per il trattamento delle demenze sono di tipo farmacologico, psicosociale e di gestione integrata per la continuità assistenziale. La demenza non può ancora essere guarita ma può essere curata se indipendentemente dai trattamenti farmacologici, si propongono terapie psicosociali e riabilitative che puntano a valorizzare le riserve cognitive e funzionali residue. Per queste patologie, come per tutte le malattie croniche, un trattamento adeguato necessita di una gestione integrata, che significa presa in carico della persona e della sua famiglia da parte di una equipe e/o di un centro esperto. La famiglia ha un ruolo cruciale: la maggior parte dei costi associati alla malattia sono dovuti al tempo speso dai caregivers nella cura del loro caro e all'utilizzo dei servizi sociosanitari e assistenziali, aumentando con il progredire della patologia e in relazione ai disturbi comportamentali (BPSD). La percezione di un carico di cura eccessivo rivolto al malato, viene definito burden ed è costituito dai problemi fisici, psicologici o emozionali, sociali e finanziari che devono affrontare i familiari delle persone con deficit fisici o cognitivi, che provocano un forte stress e la sensazione di non riuscire a far fronte alle richieste di cura. Considerando che la demenza coinvolge sempre e profondamente almeno un caregiver abbiamo sviluppato il progetto inserendo continui riferimenti che potessero facilitare il loro percorso e migliorarne la qualità di vita: fornendo consigli pratici per la gestione dei BPSD, promuovendo i Caffè Alzheimer, dando indicazioni circa le misure economiche, tra cui la RSA Aperta. Il nostro project work ha come obbiettivo quello di essere uno strumento operativo utile agli infermieri di famiglia e comunità che si troveranno ad orientare e supportare persone con sospetto o diagnosi di demenza ed i loro familiari: fornendo corrette informazioni sulla malattia in tutte le sue fasi, attraverso la mappatura dei servizi territoriali disponibili , ma anche promuovendo la piena integrazione sociale delle persone con demenza. Compito dell’infermiere di famiglia e comunità è puntare alla riduzione dello stigma attraverso strategie di coinvolgimento mirate a sviluppare non solo l'empowerment del singolo ma anche quello di tutta la comunità, per esempio coinvolgendo le associazioni. Si è cercato di dare una visione il più completa possibile di un tema vasto e complesso come quello delle demenze: dalla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento e gestione della patologia e dei disturbi comportamentali che ne derivano, non tralasciando il tema della morte. Molte sono le barriere culturali e le difficoltà organizzative riscontrate nei luoghi della cura nell’ultima parte della vita. In conclusione le demenze rappresentano un tema emergente e prioritario, è fondamentale individuare strategie efficaci che abbiamo un approccio olistico alla cura della persona. MODULOORGd

IFEC teleassistenza
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Bassani, Mascia Michela - Enriquez Almendros, Maria Mercedes - Vecchiati, Nora Giovanna

IFEC teleassistenza : obesità infantile ed adolescenziale nuovi stili di vita / Mascia Michela Bassani, Maria Mercedes Enriquez Almendros, Nora Giovanna Vecchiati

Milano : PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: L'obesità infantile colpisce il 20% dei bambini italiani. La presa in carico dei bambini deve tener conto di molteplici fattori e dovrà realizzarsi mediante la collaborazione tra più figure sanitarie (pediatra di libera scelta, medici specialisti, IFeC). Questo progetto si basa sulla presa in carico e l'assistenza del paziente/Caregiver attraverso l'uso della teleassistenza, basata sull'interazione a distanza tra il professionista sanitario e lo stesso paziente/caregiver. Il professionista può utilizzare anche idonee app. L'uso della teleassistenza risulta essere innovativo; permette di gestire l'assistenza e la presa di coscienza e responsabilità da parte di paziente e Caregiver in maniera nuova e innovativa, oltre che completa. Gli obiettivi da raggiungere sono: la presa di coscienza dell'eccesso di peso; la diagnosi e la prevenzione di comorbilità; la crescita motivazionale del bambino e della famiglia, tenendo conto degli aspetti economico, sociale e culturale degli stessi; l'attivazione di cambiamenti raggiungibili; il contenimento dell'insorgenza di patologie a lungo termine e, di conseguenza, il contenimento della spesa sanitaria. I destinatari saranno soggetti di età pediatrica tra i 6 e i 14 anni e le loro famiglie. Il progetto si suddivide in una prima parte di carattere informativo-educativo e una successiva di rinforzo e di follow up, prevedendo corsi di educazione sanitaria e alimentare. Importante sarà anche la promozione dell'attività sportiva e la gestione dei tempi di sedentarietà. Il progetto prevede interventi di controllo-educazione nutrizionale, interventi di gestione dell'attività fisica e interventi di gestione dell'aspetto psicologico del paziente/caregiver. La tempistica del progetti deve essere stabilita e rispettata; con controlli programmati, articolati e condivisi. MODULOORGt

Progetto di sviluppo
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Bellagente, Laura

Progetto di sviluppo : valutazione multidimensionale degli utenti inseriti nell’Anagrafe della Fragilità dell’ambito distrettuale ASST Bergamo Est / Bellagente Laura, Merelli Chiara, Pontoglio Marta, Signorini Pierluigi

Milano : PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Dopo aver ripercorso le tappe che nel panorama internazionale hanno concorso a costituire, anche in Italia, la figura dell’infermiere di famiglia e comunità (IFeC) e, alla luce della recente riforma del Sistema Sanitario Regionale, abbiamo colto la rilevanza del progetto Verso un’anagrafe della fragilità di ATS Bergamo che ha lo scopo di identificare un profilo di fragilità all’interno della popolazione bergamasca verso il quale implementare misure di sostegno, di prevenzione e di supporto sociale e sanitario. Sulla base dei dati censiti da ATS, il focus del nostro project work è ricaduto sulla fascia di popolazione identificata con indice di fragilità globale media, in particolare sui 314 cittadini residenti nel distretto di Grumello del Monte. L’obiettivo strategico di questo project work è la presa in carico precoce e proattiva di questi utenti target. Nello specifico, anticipare la valutazione multidimensionale puntando sull’estensione del Sistema InterRAI-Home Care già validato sul territorio regionale lombardo e in uso presso il Servizio Territoriale di Valutazione Multidimensionale (STVM), assegnando agli utenti identificati un IFeC Case Manager e posticipando quanto possibile il passaggio all’indice di fragilità globale elevata. Il progetto prevede l’utilizzo di risorse già presenti in ASST Bergamo Est, con costi di realizzazione contenuti. Le fasi di realizzazione del progetto sono cinque: una prima fase di presentazione e formazione degli IFeC; una seconda di acquisizione dei dati e screening telefonico degli utenti; una terza di presa in carico che prevede visita domiciliare, compilazione InterRAI-Home Care e condivisione con MMG, STVM e ATS; una quarta di pianificazione ed attuazione interventi; infine un’ultima fase di rivalutazione finale a dodici mesi tramite InterRAI-HC. In conclusione l’IFeC, nell’implementazione di questo progetto, opererebbe come Case Manager, in quanto riferimento diretto per il paziente e la sua rete familiare, e come raccordo tra i diversi professionisti operanti sul territorio. Il punto di forza sarà far emergere i bisogni sommersi dei cittadini già censiti nell’AFG, restituendo dati aggiornati sul campo. MODULOORGsx

Le forme di collaborazione con gli enti locali: mappatura della rete territoriale afferente all'ASST Bergamo Est
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Amatulli, Michela

Le forme di collaborazione con gli enti locali: mappatura della rete territoriale afferente all'ASST Bergamo Est / Amatulli Michela, Freda Andrea, Paganoni Flora, Santus Silvia

Milano : PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Il Project Work elaborato consiste nell’indagare le forme di collaborazione con gli enti locali attraverso la mappatura dei servizi presenti nell’ambito Territoriale della ASST Bergamo Est; essi coinvolgono e riguardano anche e soprattutto gli Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFeC). L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, all’interno di “Health 21” definisce l’IFeC come un professionista inserito nella comunità, in grado di orientarsi sia rispetto al percorso assistenziale previsto, sia rispetto all’offerta del territorio, di interfacciarsi con l’assistito e il suo contesto e di rapportarsi con le istituzioni e gli enti erogatori. L'IFeC, quindi, è chiamato ad interagire con tutti gli altri attori della rete sanitaria, socio sanitaria e sociale (oltre ad associazioni di volontariato, parrocchie, realtà di vicinato) per raggiungere i propri specifici obiettivi professionali, mettendo in atto interventi di prossimità caratterizzati da proattività. L’obiettivo di questo Project Work è quello di formare uno strumento con il quale si possa fornire una conoscenza precisa e l’analisi dell'offerta sociosanitaria e socioassistenziale sia all’IFeC che a tutta la comunità; inoltre potrà essere uno strumento utile per sviluppare in futuro forme di collaborazione con i professionisti che già operano sul territorio. Gli obiettivi specifici sono quelli di conoscere la realtà organizzativa dei servizi sociali e socio-sanitari, conoscer e e mappare i servizi sociosanitari e assistenziali presenti sul territorio di competenza dell’Asst Bergamo Est. In questo Project Work si evince dapprima un’analisi territoriale e normativa che divide il distretto della Bergamo Est in sette Ambiti Territoriali i quali godono di autonomia nell'organizzazione e coordinamento dei servizi; ciò comporta alcune differenze sul territorio distrettuale, anche in termini di servizio offerto. A ciò ha fatto seguito un lavoro di analisi dei Piani di Zona, dell’ offerta socio-sanitaria da parte di ASST Bergamo Est e delle realtà di volontariato presenti; per la classificazione dei servizi presenti negli ambiti sono state utilizzate sei diverse aree di intervento, la cui suddivisione ha però dei limiti in quanto alcuni servizi sono trasversali e ogni ambito ha un’organizzazione autonoma dei servizi. In ultimo è stato svolto un lavoro di revisione del materiale raccolto anche attraverso contatti diretti con operatori coinvolti in prima persona nei diversi territori. Il risultato finale di questo Project Work è una mappatura dei servizi sanitari, sociali e assistenziali presente sul territorio della ASST Bergamo Est utile agli IFeC e gli altri attori che operano sul territorio, facilitando l’operato e la collaborazione tra essi. Questo però è un documento in continua e costante evoluzione a causa di variazioni normative, restrizioni covid-correlate e bisogni territoriali emergenti; dovrà essere quindi uno strumento dal quale partire per effettuare nuove analisi e ricerche sull’offerta degli Ambiti. MODULOORGq

Verso un’anagrafe della fragilità
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Riva, Iorio

Verso un’anagrafe della fragilità : Dai codici fiscali alla conoscenza delle persone all’organizzazione di network territoriali / Iorio Riva

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: I servizi alla persona da sempre vivono in connubio profondo con le comunità di riferimento: a Bergamo stanno affrontando la sfida più difficile della loro storia, i segni del trauma epidemico Covid-19 sono tangibili non solo sulle persone ma anche sugli operatori. Oggi abbiamo bisogno soprattutto di non farci trovare impreparati, sono essenziali interventi rapidi a sostegno delle persone in condizione di fragilità, interventi che vanno ben al di là degli indispensabili contributi economici, perché c'è bisogno di sostenere e ripensare le relazioni, raccogliere e far memoria di ciò che è stato, piangere chi si è perso, rimettere al "centro" il senso del legame sociale, questione cardine dello sviluppo del territorio. In quest’ottica si è pensato di costruire un progetto denominato Anagrafe della Fragilità a livello territoriale e provinciale, con l’obiettivo di proteggere e prendersi cura dei soggetti più vulnerabili, verificandone a livello domiciliare le condizioni di protezione sociale, monitorando l’evoluzione delle situazioni personali, promuovendo le condizioni per la costruzione di network integrati sociosanitari di sostegno familiare e comunitario, ATS di Bergamo ha costruito negli anni un modello operativo d’integrazione tra dati clinici, sociosanitari e socio-assistenziali, proponendo una stratificazione epidemiologica della popolazione in provincia di Bergamo. L’analisi effettuata ha permesso di individuare una stratificazione della popolazione rispetto alle condizioni di salute e di benessere sociale. La nostra attenzione si focalizza, per il progetto ipotizzato, sulle persone identificate, 9087 che evidenziano una fragilità globale, quindi: fragilità clinica rilevante & fragilità socio assistenziale media ed elevata. Queste famiglie sono state quindi contattate con la proposta di una visita domiciliare e di un’intervista semi strutturata per verificare la loro condizione di protezione sociale. A livello provinciale, hanno aderito alla ricerca 3579 persone, cui esiti sono stati trasferiti su schede informatizzate, da cui emerge che: - il 50% delle persone fragili incontrate non verte in situazioni di particolari criticità sociali; - il 48% del target di progetto è in una situazione di moderata criticità (nella maggior parte dei casi la persona presenta livelli di non autosufficienza, ma l’andamento moderato è frutto della presenza di almeno un caregiver all’interno della famiglia); • il 2% si trova in condizione di grave criticità sociale. Emergono inoltre una varietà di bisogni trasversali delle persone nelle comunità locali, quali: - un livello elevato di stress dei caregiver (burden) conseguente al carico individuale da loro sperimentato nello svolgimento dell’assistenza; - la richiesta di punti di riferimento stabili al fine anche di una maggior facilità nella raccolta di informazioni, di orientamento e di indirizzo; - il bisogno di potenziamento e di maggior flessibilità dei Servizi Domiciliari, di Servizi di prossimità e di Continuità Assistenziale a favore dei cittadini fragili. La traduzione operativa della ricerca pone quindi la necessità di attivare rapidamente interventi a sostegno delle persone in condizione di fragilità, che al di là dei contribuiti economici, mirino a potenziare i supporti terapeutico - assistenziali - relazionali, con un’attività di prevenzione ed un modello di gestione sociosanitaria integrato con l'implementazione ed il coinvolgimento delle reti informali di supporto territoriale. Il tutto finalizzato ad un ripensamento delle strategie sociali e sanitarie che, mettendo al centro il benessere complessivo della persona, possano garantire a tutti un’effettiva cittadinanza sociale e una continuità assistenziale della cura e del prendersi cura. Questo sopra implica quindi lo sviluppo di interventi ed azioni che: o riconoscano e prevengano nuove forme di vulnerabilità sociale; o costituiscano un’ integrazione tra le diverse reti di servizi alla persona presenti sul territorio, promuovendo una sussidiarietà sia verticale che orizzontale; o favoriscano il recupero della genitorialità o della socialità di comunità per le condizioni di carenza o assenza di reti parentali; o promuovano la salute e il benessere psicofisico delle persone in condizione di fragilità. Nel presupposto che la costruzione di servizi o la definizione delle modalità di erogazione di questi, sono da adeguarsi al livello di complessità sociale, nell’assunto epidemiologico che il dato contribuisce alla conoscenza che si sviluppa secondo un principio di vissuto costruttivista, conversazionale, narrativo, in una prospettiva di sapere non assoluto, ma situato e contingente, in cui la significazione viene attribuita agli eventi attraverso costanti processi di costruzione congiunta e negoziazione condivisa. MODULOORG

Modifiche strutturali del Centro Grandi Ustionati e di percorso del paziente, finalizzati a limitare le infezioni ospedaliere
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Baruffaldi Preis, Franz Wilhelm

Modifiche strutturali del Centro Grandi Ustionati e di percorso del paziente, finalizzati a limitare le infezioni ospedaliere / Franz W. Baruffaldi Preis

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Presso l’Ospedale Niguarda si sono raccolti i dati relativi agli isolamenti microbici ed ai test di antibioticosensibilità ottenuti dai campioni inviati al Laboratorio di Microbiologia, provenienti da pazienti con ustioni superiori al 20% di SCU dal 2015 al 2020. I dati hanno riportato una crescita esponenziale di casi di pazienti colonizzati da microorganismi meticillinoresistenti (MRSA). Ciò ha creato un aumento dei tempi di degenza e una relativa riduzione dei posti letto con una saturazione superiore a quella richiesta dai parametri Europei Si sono analizzate le cause di questa contaminazione e i ceppi batterici interessati. E’ stato analizzato il percorso che i pazienti portatori di importanti lesioni tegumentali attualmente fanno e la presa in carico dello specialiizzata ustionologo al fine di comprendere i momenti di criticità. Sula base dei giorni di degenza e del consumo di farmaci è stato quantizzato il danno economico se paragonato al paziente negativo a microorganismi meticillinoresistenti Sono state studiate modifiche logistiche per quanto riguarda l’isolamento dei soggetti e la protezione da agenti microbiologici in fase di accettazione e di trattamento chiurgico. Lo scopo è quello di approntare un piano di fattibilità da presentare alle autorità competenti al fine i riallineare la struttura alle richieste Nazionali e Europee. MODULOORG

Progetto di miglioramento dei processi del controllo ufficiale nella produzione primaria
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Brenzoni, Laura Gemma

Progetto di miglioramento dei processi del controllo ufficiale nella produzione primaria / Laura Gemma Brenzoni

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: La legislazione europea in materia di salute animale ha l’obiettivo di garantire un elevato livello di salute umana e animale, lo sviluppo dell’agricoltura e l’incremento della produttività, contribuendo in modo determinante alla realizzazione di un mercato interno per animali e loro prodotti e alla prevenzione della diffusione delle malattie infettive. Le Autorità competenti degli Stati Membri hanno la responsabilità di fare rispettare la legislazione europea in materia di filiera agroalimentare predisponendo controlli ufficiali, a intervalli regolari, sulla base del rischio e con frequenza adeguata in tutti i settori in merito a tutti gli operatori, le attività, gli animali e le merci. ATS Brescia è l’autorità competente in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti di origine animale relativamente al territorio di propria competenza, tramite il Dipartimento Veterinario e Sicurezza degli Alimenti di origine animale. I controlli sul settore della produzione primaria (allevamenti) vengono eseguiti da medici veterinari afferenti a due “aree disciplinari” distinte (sanità animale e igiene degli alimenti e delle produzioni zootecniche), con conoscenze specifiche diverse, in base ad una programmazione annuale sempre più condivisa e integrata tra le due aree. La crescente complessità dei controlli ufficiali nel settore della produzione primaria, che si accompagna ad una sempre maggiore specializzazione da parte dei veterinari ufficiali, rischia di costituire un ostacolo per un approccio “olistico” verso l’allevamento: il veterinario, concentrato su aspetti di specifica competenza della propria disciplina, può sottovalutare alcune carenze che ricadono nell’ambito dell’altra disciplina, rilevabili anche in assenza di preparazione specifica e che richiedono di essere gestite. L’obiettivo è di migliorare l’efficienza e l’efficacia dei controlli ufficiali negli allevamenti, in quanto si estende lo scopo del singolo controllo ufficiale e i controlli vengo indirizzati laddove il rischio è maggiore. Viene quindi identificata una modalità operativa che mette il veterinario ufficale nelle condizioni di prendere i necessari provvedimenti a seconda dei casi (immediata rimozione delle “non conformità” maggiori o segnalazione all’altra area delle “non conformità” minori), con il coinvolgimento dei veterinari dell’altra disciplina, secondo una procedura condivisa tra il personale. La messa in atto di tale modalità operativa migliora l’appropriatezza del controllo ufficiale e valorizza la figura professionale del veterinario quale operatore di sanità pubblica. MODULOORG

Implementazione del percorso di Televisita per Pazienti Cronici con patologie specialistiche
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Turrini, Mauro - Clerici, Raffaella

Implementazione del percorso di Televisita per Pazienti Cronici con patologie specialistiche / Mauro Turrini, Raffaella Clerici

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: L’avvento della pandemia COVID-19 e la conseguente focalizzazione sull’emergenza ospedaliera hanno reso necessaria una profonda rivalutazione delle modalità assistenziali erogate delle aziende sanitarie, imponendo in primis la necessità strategica e operativa di garantire la continuità di cura dei pazienti giudicati come prioritari. L’attività ambulatoriale, in particolare quella rivolta ai cronici, è risultata il settore più pesantemente colpito dalle trasformazioni della logistica interna indotte dalla pandemia, registrando il più elevato tasso di drop-out e sospensioni. Riconoscendo in questo punto un forte elemento di criticità del percorso dei pazienti fragili e con patologie croniche, ci siamo posti l’obiettivo di disaminare le attuali modalità organizzative aziendali e identificare i nodi potenzialmente critici sui cui agire per rispondere adeguatamente ai bisogni di salute della popolazione. Partendo dalla analisi dei bisogni, delle criticità e delle caratteristiche dei pazienti afferenti alle realtà di Ematologia e Neurologia, abbiamo identificato negli strumenti di sanità digitale un elemento concreto di innovazione organizzativa nel processo assistenziale per l’erogazione dei servizi sanitari oggetto di attenzione. La proposta prevede l’attuazione di prestazioni di Telemedicina Specialistica a pazienti cronici adulti affetti da patologie ematologiche o neurologiche in cura presso la nostra azienda sanitaria, con finalità di monitoraggio, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. L’erogazione del servizio è prevista tramite una relazione medico-paziente diretta secondo il modello Business to Consumer, con valutazioni periodiche cadenzate secondo la necessità clinica ed erogazione delle visite in tempo reale con possibilità di interazione diretta con paziente e caregiver. Si prevede la creazione di un modello organizzativo completo con definizione capillare del percorso, comprensivo di modalità di attuazione, accesso, erogazione, formazione, espressione del consenso, privacy e rendicontazione. Gli obiettivi che si pone il presente modello di riorganizzazione strategica sono: i) viraggio verso un modello multicanale con conversione in modalità da remoto di almeno il 20% delle prestazioni erogate a pazienti cronici; ii) assicurare equità nell’accesso alle cure anche da territori decentrati, caratteristica distintiva della nostra realtà locale, minimizzando il rischio infettivo; iii) garantire un supporto alla gestione delle cronicità con un canale di accesso all’alta specializzazione, una continuità del trattamento di cura e un potenziale ausilio per i servizi di emergenza-urgenza. L’analisi costo-beneficio del percorso di Telemedicina specialistica in relazione al setting tradizionale conferma il netto vantaggio della gestione da remoto (ratio benefici/costi >1), evidenziando un elevato risparmio in termini di giornate lavorative da parte di paziente/caregiver. Prendendo in considerazione la popolazione di pazienti a più elevata fragilità e aumentata assitenzialità, tale vantaggio risulta ulteriormente massimizzato (ratio benefici/costi >3). La validità del percorso di Televisita verrà inoltre valutata in maniera prospettica monitorando specifici indicatori di performance, tra cui: i) volume delle prestazioni erogate in relazione alla possibile copertura target; ii) stabilità del servizio con analisi del drop out diretto da parte dei pazienti e della riformulazione di visita in presenza per riscontro di problematiche emergenti; iii) outcome in termini di riduzione delle ospedalizzazioni; iv) outcome in termini di Quality of Life (pazienti e caregiver) e gradimento da parte degli utenti. MODULOORG

Analisi del servizio trasporti interni presso l'ASST di Crema
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Viganò, Giovanni <1970- > - Salinitri, Giuseppe - Chiapparino, Roberto

Analisi del servizio trasporti interni presso l'ASST di Crema / Giovanni Viganò, Giuseppe Salinitri, Roberto Chiapparino

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Il project work è a prevalente valenza organizzativa, in quanto si propone di analizzare l’assetto organizzativo e funzionale del servizio di trasporto interno dei pazienti presso l’ASST di Crema. Il servizio è appaltato a ditta esterna. Il trasporto dei pazienti all’interno dell’ospedale è un servizio strategico per il funzionamento dell’azienda sanitaria stessa. Deve infatti adeguarsi all’organizzazione dei reparti, che all’interno delle loro attività routinarie devono vedere espletato il servizio nei tempi e nei modi corretti per poter garantire a loro volta le cure ottimali ai pazienti. L’obiettivo principale del presente project work è l’analisi del servizio effettuato per ricercare la presenza di inefficienze. La quantificazione dei volumi e delle modalità in cui il servizio è svolto ci ha permesso di rilevarne anche l’efficacia e la qualità percepita dai pazienti e dagli operatori aziendali che attivano il servizio. Altri elementi di valutazione sono stati i tempi di attesa, dei tempi di processo, che ci hanno permesso di stabilire eventuali necessità di potenziamento del servizio in alcune fasce orarie o la riduzione in altre, puntando a un ottimale percentuale di utilizzo del servizio in tutte le fasce in cui esso viene svolto. Si è quindi cercato di individuare gli elementi di criticità nella interazione delle risorse umane di un servizio a gestione esterna, ma con una forte interfaccia con il personale aziendale, correggere e modificare l’organizzazione laddove necessario. L’analisi dei dati effettuata ha avuto come scopo finale far capire se ciò che è stato chiesto nel bando di gara, e poi concordato con l’ente appaltatore, è veramente ciò che serve all’azienda, dove lo stesso debba essere migliorato nell’immediato e da considerare alla scadenza per l’affidamento di un nuovo incarico. I dati ottenuti hanno permesso di individuare quindi le inefficienze e formulare una nuova strategia organizzativa da proporre con il nuovo capitolato tecnico, nel quale l’azienda chiede al mercato un’offerta per l’espletamento del servizio con il migliore rapporto qualità/prezzo. MODULOORG

Servizio psichiatrico di prevenzione e riabilitazione precoce multidisciplinare integrato
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Chierici, Stefania - Raviglione, Federico - Toscano, Marco

Servizio psichiatrico di prevenzione e riabilitazione precoce multidisciplinare integrato / Stefania Chierici, Federico Raviglione, Marco Toscano

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Il Project Work in questione prevede la realizzazione di un nuovo modello di Servizio Psichiatrico di Day Hospital, per pazienti subacuti, che tenga conto dell'evoluzione del bisogno in ambito neuropsichiatrico e riabilitativo alla luce dell’importante cambiamento avvenuto, negli ultimi anni, nell’utenza della Salute Mentale. Il servizio è pensato facendo astrazione dalla specificità della diagnosi bensì aggregando i pazienti per natura del bisogno e livello di assistenza necessario. L’uso oramai epidemico di sostanze voluttuarie (sia sostanze tradizionali che nuove sostanze) determina un progressivo spostamento dell’attività di ricovero in ambito psichiatrico verso le fasce di popolazione più giovane. I danni neurocomportamentali connessi all’abuso di sostanze sono evidenti sin dagli esordi del disturbo, tanto che i professionisti della salute mentale si trovano a fronteggiare quadri clinici “atipici” sia per modalità di presentazione che di decorso nel tempo. Tali quadri rispondono poco e male ai consueti trattamenti farmacologici e sono caratterizzati, da subito, da un rilevante impairment cognitivo, funzionale e sociale. Il Project Work intende ipotizzare la strutturazione di un Servizio di Degenza diurna Neuropsichiatrica per utenti all’esordio, a partire dai 14 anni, con un intervento di riabilitazione ad ampio spettro di natura neuromotoria, neurocomportamentale e psicoeducativa. La precocità dell’intervento neuroriabilitativo, su pazienti almeno parzialmente stabilizzati sul piano clinico, può essere strumento di cura dell’episodio critico nonché di prevenzione terziaria del danno e rappresentare un canale sicuro di aggancio al territorio di riferimento in un’ottica di continuità delle cure. Il Project Work oltre a definire gli standard organizzativi, i percorsi di cura, indicatori di processo e di esito nonché gli investimenti necessari al funzionamento del servizio, ha inteso definire anche i volumi minimi di erogazione del servizio, oltre agli elementi di forza, debolezza, opportunità e minaccia. MODULOORG

Implementazione di un ambulatorio “virtuale” per i controlli dei dispositivi impiantabili
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Lettieri, Corrado - Parogni, Pierpaolo

Implementazione di un ambulatorio “virtuale” per i controlli dei dispositivi impiantabili / Corrado Lettieri, Pierpaolo Parogni

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Premessa: Il numero di impianti di pacemaker e defibrillatori è significativamente aumentato nell’ultima decade a causa delle nuove indicazioni emerse dalle Linee Guida. Il follow-up di questi pazienti che spesso richiedono un follow-up intensivo con visite frequenti (cliniche e del dispositivo) determina un carico di lavoro crescente per i centri di elettrostimolazione. Un limite dei follow-up tradizionali (accesso del paziente all’ambulatorio specifico) è rappresentato dall’acquisizione ritardata delle informazioni diagnostiche memorizzate dal dispositivo che se acquisite tempestivamente possono invece facilitare interventi terapeutici tempestivi con conseguenti benefici per il paziente, sia in termini di mortalità che di riduzione dei ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco. Il monitoraggio remoto dei dispositivi, che permette di fornire alla struttura ospedaliera un flusso continuo e automatico di informazioni relative allo stato del dispositivo e a variabili cliniche, può facilitare la gestione di queste problematiche. Obiettivi: Riduzione del numero di visite in ospedale per pazienti con dispositivi cardiologici impiantabili con conseguente riduzione delle liste di attesa e della potenziale esposizione all’infezione SARS COV-2. Riduzione del tempo medico e riduzione dei costi per la società legati alla perdita di giornate lavorative per pazienti e caregiver. Metodi: Attualmente stiamo implementando una nuova modalità operativa per cui l’attività di controllo remoto, storicamente affidata ai medici dell’Elettrofisiologia, possa essere eseguita da personale tecnico ed infermieristico appositamente formato, con una supervisione del medico. Risultati attesi: Con l’implementazione di questa modalità operativa ci aspettiamo i seguenti risultati: a) un aumento del numero di pazienti arruolabili in questo percorso, in quanto il numero di accessi non è più vincolato alla apertura di sedute ambulatoriali aggiuntive in presenza del medico; b) riduzione del 50% del numero di visite in ospedale; c) riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco. Conclusioni: L’utilizzo estensivo della telemedicina nel controllo dei dispositivi impiantabili, associato allo sviluppo di competenze specifiche di figure professionali sanitarie non mediche può determinare vantaggi clinici per il paziente, una riduzione delle liste di attesa, dei costi sociali e l’ottimizzazione dell’impiego del personale medico. MODULOORG

Telemedicina e follow up dei pazienti oncologici con  patologia cardiovascolare
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Giudici, Vittorio

Telemedicina e follow up dei pazienti oncologici con patologia cardiovascolare : uno studio di fattibilità / Vittorio Giudici, Davide Thomas Panciera, Luca Ambrogio Rampinelli, Lucio Taglietti

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: La Telemedicina (TLM) è definita come "la prestazione di servizi di assistenza sanitaria, tramite il ricorso alle Tecnologie dell’Informatica e della Comunicazione, in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente non si trovano nella stessa località. Essa comporta la trasmissione sicura di informazioni e dati di carattere medico grazie a testi, suoni, immagini o altre forme necessarie per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il successivo controllo dei pazienti”. Nell’ASST BergamoEST è attivo un laboratorio di TLM presso l’UOC di Cardiologia Riabilitativa che segue pazienti con scompenso cardiaco mediante tele nursing, televisite, interviste telefoniche, home monitoring di device. Durante la recente crisi COVID sono state implementate nuove attività che hanno permesso l’acquisizione di nuove competenze nella gestione mediante TLM di pazienti non solo cardiologici o con criticità diverse da quelle puramente cardiologiche. . L’idea alla base del progetto pilota è quella di “esportare” l’esperienza acquisita in TLM da una singola UOC ad altre UOC (Chirurgia Generale) elaborando un nuovo modello organizzativo per il follow up di pazienti oncologici operati con un rischio cardiovascolare elevato che hanno subito un intervento chirurgico, utilizzando le metodiche proprie della TLM. Il modello esistente prevede che il paziente dopo la diagnosi di neoplasia venga visto in consulenza dall’Anestesista e, se esistono problematiche cardiologiche (spesso si tratta di soggetti con multipli fattori di rischio cardiovascolare e con storia di pregressa patologia cardiaca), dal Cardiologo. Prima dell’intervento vengono eseguiti gli accertamenti ritenuti necessari. Dopo l’intervento il paziente viene dimesso a domicilio. Se necessita di Chemioterapia viene gestito dai singoli Specialisti di branca. Se affidato all’ADI, in caso di complicanze viene rimandato in consulenza al Chirurgo. Per l’eventuale monitoraggio/titolazione delle terapie cardiologiche viene rimandato in consulenza al Cardiologo. Il nuovo modello organizzativo ha lo scopo di ridurre al minimo il numero di accessi in ospedale non indispensabili del paziente operato. Prevede l’arruolamento di un numero limitato di pazienti oncologici dimessi dopo intervento chirurgico (20) dalle UOC di ORL dell’Ospedale di Seriate e dall’UOC di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Piario (entrambe dell’ASST Bergamo EST). I pazienti dovranno essere portatori anche di copatologie cardiologiche e avere necessità di follow up cardiologico. I pazienti prima dell’intervento chirurgico dovranno essere stati visti in consulenza dal Cardiologo della Cardiologia Riabilitativa. Il paziente potrà aderire al progetto previa firma di un consenso informato e il Medico di Medicina Generale del paziente dovrà essere informato mediante lettera e potrà contattare gli specialisti mediante Teleconsulto. La gestione delle ferite chirurgiche sarà demandata all’ADI. In caso di necessità potranno essere inviate all’OU chirurgica di competenza registrazioni fotografiche della ferita mediante smartphone (utilizzando la piattaforma informatica aziendale); il chirurgo potrà essere contattato dal vulnologo mediante teleconsulto. Se necessario il paziente potrà essere inviato in consulenza in presenza. Nel paziente sottoposto a chemioterapia l’oncologo, quando necessario, potrà contattare il chirurgo o il cardiologo mediante teleconsulto diretto. Il monitoraggio dello stato del paziente e la titolazione dei farmaci cardiologici ed eventuali televisite saranno garantiti dal Laboratorio di Telemedicina della Cardiologia Riabilitativa. MODULOORG