L'Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo (AFSSL),
costituita come articolazione di PoliS-Lombardia, supporta la Giunta regionale della Lombardia per la progettazione ed erogazione della formazione del personale del servizio sociosanitario lombardo.
Le attività dell'AFSSL sono descritte in dettaglio in una apposita sezione del sito di PoliS-Lombardia.
 Sono disponibili alcuni elaborati (Project work) realizzati dai partecipanti ai Corsi di formazione Manageriali per Direttori di Azienda Sanitaria (DIAS) e Direttori responsabili di Struttura Complessa (DSC) e dai partecipanti ai Corsi di rivalidazione della formazione manageriale.
Per ogni Project work è visualizzabile una scheda descrittiva dettagliata, con abstract e - in allegato - il testo completo del documento.

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Creazione di una rete per la gestione della patologia rara cerebrovascolare
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Lanterna, Luigi Alberto Andrea

Creazione di una rete per la gestione della patologia rara cerebrovascolare : esperienza nel moyamoya / Luigi Alberto Andrea Lanterna

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Il moyamoya è una nota causa di ictus cerebrale giovanile. È una patologia evolutiva e cronica ed è anche una patologia rara. Unisce quindi le problematiche organizzative-gestionali del paziente acuto con ictus, del paziente cronico con disabilità fisica o cognitiva potenzialmente evolutiva e il tutto si inserisce nel contesto di complessità di una patologia rara . Il consiglio direttivo della Società Italiana di Neurochirurgia, nel Settembre 2014, ha stabilito di supportare la mia proposta di centro di riferimento per la gestione e il trattamento della patologia moyamoya "trattandosi di una patologia non da trascurare e in crescita, che necessita di essere trattata in centri di riferimento". Lo sviluppo della tecnica neurochirurgica di trattamento e delle competenze cliniche ha rapidamente portato ad un incremento esponenziale dei casi gestiti e trattati presso l'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo con punte fino al 15% degli interventi per patologia cranica in elezione. Tipicamente sono pazienti provenienti da altre regioni e con grande eterogenità di contesto e richieste (pazienti adulti e pediatrici, pazienti asintomatici o con gravi disabilità). Il cambiamento epidemiologico e di referral che è stato conseguente alla variazione della domanda ha comportato una forte necessità di ottimizzazione del percorso gestionale e di trattamento al fine di migliorare l'outcome clinico e per ridurre la dispersione di risorse umane, tecnologiche ed economiche per la nostra ASST e quelle di provenienza. Il progetto di lavoro descrive le fasi preliminari di presa coscienza del problema, l'organizzazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare, l'individuazione di variabili strategiche e la strutturazione di un percorso diagnostico terapeutico e l'individuazione di indicatori per il monitoraggio continuo dell'attività e dei risultati. MODULOPOL

Progetto per la Costituzione del Centro di Riferimento Milanese per le Bronchiectasie e le Infezioni Respiratorie da Micobatteri ed Aspergilli
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Lo Cicero, Salvatore

Progetto per la Costituzione del Centro di Riferimento Milanese per le Bronchiectasie e le Infezioni Respiratorie da Micobatteri ed Aspergilli / Salvatore Lo Cicero

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Le Bronchiectasie (BE) sono un disordine respiratorio cronico associato a scarsa qualità delle vita e frequenti infezioni. La Prevalenza delle Bronchiectasie in Italia è di 168/100.000 soggetti, quella delle Micobatteriosi non tubercolari (NTM) 37/100.000, analoga a quella delle Aspergillosi. In Lombardia la prevalenza stimata è: Bronchiectasie 15 mila pazienti, soggetti con sola NTM 1.500, soggetti con bronchiectasie e NTM 2.200, bronchiectasie e Aspergillosi 2000. Le NTM e quelle aspergillari appaiono condizioni di severo impegno clinico. Per tale motivo gli Pneumologi dell'Ospedale Niguarda e del Policlinico di Milano, hanno partecipato alla costituzione del Registro Europeo: EMBARC, del Registro Italiano: IRIDE, del Registro BE con infezioni da MTN: IRENE. L'oggetto dell'attuale impegno è la Costutuzione del Centro di Riferimento Cà Granda (Niguarda e Policlinico) per la diagnosi e terapia delle infezioni da MTN ed Aspergilli in pazienti affetti da Bronchiectasie Gli obbiettivi del Centro sono: Migliorare l'outcome clinico dei pazienti con NTM, Aspergilli, Bronchiectasie, Creare un Centro di riferimento per la cura e la ricerca; Aumentare il numero di pazienti valutati dai singoli Ospedali attratti dal Programma, Ridurre il numero delle infezioni respiratorie in particolare quelle inducenti ricoveri ospedalieri. I Potenziali Ruoli comprendono: - Organizzazione del Programma - Inquadramento paziente bronchiectasico - Presa in carico dei pazienti con BE - MAC per NTM e-o Aspergillosi - Screening genetico - Valutazione e follow-up Fisioterapia respiratoria - Valutazione ORL per screening MRGE, sinusite cronica - Valutazione di deficit immunitario - Valutazione chirurgia toracica - Fibrobroncoscopia per microbiologia - Microbioma per NTM - Arruolamento Trial clinici - Ricezione ed analisi di campioni respiratori (Sputo, BAL, BAS, etc.) da Policlinico e Villa Marelli per microscopico, colturale e PCR-TB - Ceppoteca regionale MNT ed aspergilli - PDTA inter-aziendale condiviso e depositato - Esami e consulenze organizzate dal Programma al di fuori del CUP - Biobanking ed arruolamento nell'osservatorio Nazionale Vengono descritti i fattori Produttivi di ogni Centro (Medici, Infermieri, Amministrativi), La proposta è isorisorse e non richiede l'incremento delle dotazioni di personale dei centri attualmente coinvolti nella gestione dei pazienti. Verrà valutata trimestralmente, correlandola alla numerosità dei pazienti la necessità di un Centro Servizi dedicato alla presa in carico dei pazienti, la prenotazione degli esami fuori CUP e la disponibilità telefonica. L'analisi comprende inoltre una valutazione dell'incremento dei costi del PDTA più approfondito, dedicato comunque esclusivamente ai pazienti più gravi in cui l'approfondimento potrebbe indurre la riduzione dei ricoveri ospedalieri, e dei costi sanitari. MODULOORG

L'Osservazione Breve Intensiva (OBI)
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Manelli, Filippo

L'Osservazione Breve Intensiva (OBI) : organizzazione per intensità di cura e presa in carico del paziente cronico / Filippo Manelli

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: La funzione dell'OBI è quella di effettuare, in tempi estremamente contenuti (mediamente 24-36h), un insieme di prestazioni assistenziali, diagnostiche e terapeutiche mirate ad una corretta definizione di patologie con elevata probabilità (75-80%) di dimissione appropriata ("sicura"). L'OBI non è da considerarsi il contenitore dei dubbi o delle indecisioni del medico di Pronto Soccorso (PS), oppure il traghettamento di mancate risposte organizzative, quale la carenza dei posti letto, perciò richiede l'identificazione di precisi standard sia organizzativi che clinici. La difficoltà nella scelta del modello per intensità di cura nei reparti di degenza per acuti è dettata dal fatto che l'accreditamento è per specialità e non esistono (ovvero sono poco diffuse) realtà organizzative "trasversali" di gestione dei pazienti per tipologia assistenziale e di cura invece che per specialità. Il PS e l'OBI non rientrano però in questa logica, proprio per il fatto di avere un obiettivo primario diverso (la stratificazione e gestione del rischio) rispetto ai reparti "tradizionali" di diagnosi e cura. L'emergenza urgenza è per definizione una specialità trasversale a cui si modella perfettamente alla gestione per intensità di cura del paziente. La medesima "presa in carico" in PS e OBI identifica un concetto più ampio rispetto a quanto specificamente indicato per il paziente cronico "ambulatoriale" (DGR n. X/4662 del 23.12.2015), perché va al di là della cronicità e inizia già al momento dell'arrivo in triage. Il modello sviluppato in questo progetto organizzativo dell'OBI si fonda (in sostanziale iso-risorse) su tre scelte metodologiche e operative: 1) l'adeguamento del numero dei posti letto in OBI a un livello di 1:6.000 accessi di PS (invece che 1:8.000) e la classificazione e assegnazione dei pazienti all'OBI per livello di intensità assistenziale e di cura; 2) la realizzazione di una continuità e sinergia di lavoro fra OBI, medicina specialistica ambulatoriale e gestore del paziente cronico, principalmente (ma non solo) attraverso il potenziamento della rete informatica (open source intra sanitario); 3) il perfezionamento nella definizione di ruoli, tempi, flussi e obiettivi delle figure sanitarie impegnate nel processo. Tutto ciò si ritiene possa consentire di raggiungere due sostanziali risultati: 1) la presa in carico concreta del paziente già a partire dalla sua gestione in emergenza urgenza e OBI, rispondendo quindi in modo efficace ed efficiente ai suoi bisogni di salute; 2) la riduzione significativa dei ricoveri nei reparti per acuti dei pazienti a bassa intensità di cura. MODULOORG

Sviluppo di un modello di rete riabilitativa per le persone affette da grave cerebrolesione acquisita nel P.O. Destra Secchia ASST Mantova
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Manfredini, Monica

Sviluppo di un modello di rete riabilitativa per le persone affette da grave cerebrolesione acquisita nel P.O. Destra Secchia ASST Mantova / Monica Manfredini

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Per grave cerebrolesione acquisita (GCA) s' intende un danno cerebrale dovuto a trauma cranioencefalico o ad altre cause (anossia cerebrale, emorragia, infezioni…), tale da determinare una condizione di coma, più o meno protratto e menomazioni senso-motorie, cognitive o comportamentali, che conducono a grave disabilità. Negli ultimi anni si stanno verificando importanti cambiamenti demografici dovuti alla diminuzione dei tassi di mortalità, ad un incremento dell'età media della popolazione e dei soggetti affetti da polipatologia e da patologie croniche con un impatto rilevante sulle crescenti esigenze di assistenza legate alla disabilità ed alla complessità clinica. I progressi delle tecniche di rianimazione ed il miglioramento della qualità assistenziale, hanno portato ad un sensibile incremento della sopravvivenza dei soggetti dopo un grave danno cerebrale. Anche nell'ASST di Mantova si è assistito ad un aumento di questa tipologia di pazienti ed in particolare di quelli affetti da GCA. Il progetto proposto mira ad affrontare il tema della costruzione di una rete integrata per quanto attiene al settore dell'assistenza riabilitativa delle GCA. L'innovatività dell'approccio consiste nel provare a costruire una rete di tipo verticale (Hub & Spoke) affrontando due aspetti rilevanti: a) il disegno della rete attraverso la definizione, da una parte dei ruoli che i diversi attori sono chiamati ad interpretare e dall'altra, dei PDTAR (Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali Riabilitativi) in grado di assicurare efficacia, efficienza e continuità ai processi di cura; b) la costruzione dei principali meccanismi operativi delle rete a partire dalla condivisione delle informazioni sui pazienti In questa prospettiva vengono proposte le seguenti aree di ricerca ed intervento: - definizione di un modello organizzativo di rete di servizi riabilitativi per le GCA a valenza inter-aziendale con percorsi riabilitativi di tipo intensivo e di continuità ospedale territorio; - sviluppo di un sistema di raccolta dati su piattaforma informatica a supporto del modello di rete, tale da consentire lo sviluppo di attività di "clinical governance" in modo omogeneo fra le diverse realtà aziendali che concorrono al progetto; - costruzione di un osservatorio informatico utile per la definizione del fenomeno e per raccogliere indicatori che possano supportare la prognosi funzionale nel medio-lungo termine (carenti in letteratura), a fini prognostici per il recupero di attività e partecipazione. Il principale risultato atteso è il miglioramento della qualità assistenziale dei pazienti con GCA (Indicatore: riduzione tempi di degenza aree intensiva/riabilitativa), grazie ad una riorganizzazione dei servizi, con livelli di responsabilità definiti, in grado di seguire tutte le fasi del percorso riabilitativo. MODULOORG

Fattibilità e vantaggi della sala ibrida in chirurgia vascolare
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Marone, Enrico Maria

Fattibilità e vantaggi della sala ibrida in chirurgia vascolare / Enrico Maria Marone

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Il lavoro si propone di analizzare i benefici derivanti dall'impiego della sala ibrida in chirurgia vascolare alla luce della continua espansione delle tecniche endovascolari e delle esigenze che essa impone agli operatori in termini di strutture dedicate. A questo scopo, la prima parte esamina le principali patologie di interesse chirurgico vascolare e le principali opzioni di trattamento, con particolare attenzione alle tecniche endovascolari e ibride. Da qui si passa ad analizzare le criticità poste da questi tipi di trattamento e le strumentazioni tecnologiche in grado di risolverle, strumentazioni che nel loro insieme costituiscono la sala ibrida, cioè l'ambiente operatorio dedicato a tali interventi. La seconda parte del lavoro prende in esame una per una le principali componenti della sala ibrida, elencandone i vantaggi e le patologie per cui essi sono maggiormente indicati basandosi sulla corrente letteratura. Quindi, secondo il modello dell'Health Technology Assessment, questi vantaggi vengono inseriti in una scala di priorità e bilanciati con i costi di investimento necessari per allestire la struttura in oggetto. La valutazione complessiva dell'impatto della sala ibrida valutando il bilancio costi/benefici, alla luce delle evidenze disponibili, indica un vantaggio netto in termini di rilevanza generale, clinica e della sicurezza per operatori e pazienti. I costi di investimento iniziali, pur essendo elevati, rientrano in pochi anni grazie ai risparmi nei tempi lavorativi del personale, soprattutto nei centri ad alto volume di interventi complessi, dove la convenienza di una sala ibrida è massima. In conclusione, la sala ibrida dimostra un impatto decisamente positivo sulla pratica clinica in chirurgia vascolare, in particolar modo sull'esecuzione di procedure complesse, e il suo allestimento è raccomandabile in tutte le strutture con un volume medio-alto di interventi endovascolari e ibridi. MODULOORG

Le "Linee guida per le procedure inerenti le pratiche radiologiche clinicamente sperimentate (Gazzetta Ufficiale della  Repubblica Italiana 9-11-2015)"
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Melchiorre, Fabio

Le "Linee guida per le procedure inerenti le pratiche radiologiche clinicamente sperimentate (Gazzetta Ufficiale della  Repubblica Italiana 9-11-2015)" : considerazioni su come cambia la pratica clinica ed operativa, l'interazione tra la figure professionali, considerazioni e spazi applicativi di progetti di teleradiologia / Fabio Melchiorre

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: Il Decreto Legislativo n° 187 del 2000 ha previsto la giustificazione individuale di ogni esame radiologico, l'ottimizzazione, la responsabilità clinica del Medico specialista e la necessità di un'applicazione uniforme sul territorio nazionale in particolare rispetto ai criteri di giustificazione. A seguito di suddetto decreto nel Novembre 2015 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le Linee Guida per "Le procedure inerenti le pratiche radiologiche clinicamente sperimentate". Le Linee Guida hanno distinto tre campi di applicazione delle pratiche radiologiche in ospedaliere in regime di ricovero, ospedaliere in regime di urgenza-emergenza ed in regime ambulatoriale. Per ciascun ambito si evidenziano stringenti specificità e caratteristiche quale ad esempio la possibilità di pratiche radiologiche standardizzate solo nell'ambito del ricovero, l'utilizzo esplicitamente contemplato della teleradiologia e telemedicina solo nell'ambito delle prestazioni in emergenza-urgenza, la stringente necessità della presenza fisica del Medico radiologo per le prestazioni ambulatoriali e la necessità che sia il Medico radiologo a raccogliere l'anamnesi del paziente ed il consenso informato per ogni esame radiologico inclusa la radiologia convenzionale di base. A seguito della pubblicazione delle Linee Guida si è registrato un significativo disaccordo fra le Società e le Federazioni che rappresentano i Medici radiologi e i tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM) con interpretazioni e vedute discordanti, documentate nei successivi ricorsi al TAR Lazio. Il caso Marlia del 2014, pur avendo assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste, non ha rappresentato una svolta interpretativa. Ciò nonostante la carenza di personale medico a livello nazionale ed in particolare presso l'ASL Vercelli evidenziano la necessità di riorganizzazione delle attività radiologiche e l'ottimizzazione nell'utilizzo delle risorse umane. L'ottimo "protocollo di Trento" potrebbe rappresentare una soluzione percorribile ed attinente alle necessità riorganizzative, rappresentando una efficace modello interpretativo delle nuove Linee Guida. È necessario attendere con fiducia la prossima norma di recepimento della direttiva Euratom 2013/59 che potrebbe modificare in parte quanto definito dalle Linee Guida nella speranza di apportare maggior chiarezza nell'interpretazione della norma ed una visione unanime e coerente con le esigenze organizzative sul territorio nazionale, quanto più condivisa dalle diverse Società e Federazioni dei professionisti coinvolti, chiamati ogni giorno a lavorare fianco a fianco, in piena collaborazione e auspicabile serenità, nella certezza di un processo organizzativo rispondente alle norme vigenti ed ai modelli europei. MODULORIS

Un algoritmo per valutare il rischio biologico
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Meloni, Daniela

Un algoritmo per valutare il rischio biologico : l'esperienza dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta / Daniela Meloni

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Il rischio da agenti biologici è una problematica molto attuale alla luce dell'evidenza di una globalizzazione che riguarda anche gli agenti patogeni, dello sviluppo di differenti modalità di infezione, dell'estendersi di fenomeni di antibiotico-resistenza e della "riemersione" di patologie infettive ritenute oramai in declino o comunque adeguatamente controllate. Tale scenario ha accresciuto notevolmente il livello di attenzione nei confronti della valutazione dei rischi biologici quale strumento di importanza fondamentale nell'ambito dei processi organizzativi e decisionali. L'IZS PLVA opera a garanzia della salute del cittadino attraverso il controllo dell'ambiente, degli alimenti, della salute e benessere animale, pertanto il tema della salute e della sicurezza sul lavoro è una questione di grande complessità dal punto di vista della realizzazione. Assicurare un alto livello qualitativo nell'esecuzione delle prove su matrici biologiche e perseguire contemporaneamente l'obiettivo strategico della sicurezza, risulta un compito non facile. E' stato scelto uno strumento di calcolo innovativo ispirato all'algoritmo di valutazione proposto dall'INAIL nel 2013 per gli ambulatori "Prime Cure", la cui alimentazione ha coinvolto a tutti i livelli il personale dell'istituto con l'obiettivo specifico di quantificare il rischio biologico in ogni singolo laboratorio, stabulario, sala autoptica o altro locale in cui si configura un rischio e per tutte le figure professionali dell'Istituto e rendere tale valutazione standardizzata e ripetibile. La metodologia si sviluppa in fasi successive che implicano l'identificazione delle fonti di rischio e delle persone esposte, la valutazione del rischio in termini di gravità, probabilità ed individuazione delle priorità di intervento, la selezione delle misure per eliminare o controllare il rischio, l'attuazione di tali misure ed il monitoraggio dei risultati. Il progetto descritto si rivolge a tutte le funzioni e le Unità Lavorative delle Aziende Sanitarie e degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali che si prefiggono il costante e continuo presidio e miglioramento dei livelli di biosicurezza. Sono stati calcolati 80 algoritmi, uno per ciascun locale in cui sia stato configurato un potenziale rischio biologico. La quantificazione dell'esposizione ha collocato le strutture dell'IZS PLVA in fascia medio bassa, bassa o molto bassa per tutte le figure professionali individuate in relazione alla natura dei patogeni, alle matrici e tecniche adottate. MODULOPOL

Il sovraffollamento in pronto soccorso
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Mercieri, Angelo

Il sovraffollamento in pronto soccorso : migliorare la qualità di assistenza con l'infermiere di processo / Angelo Mercieri

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Introduzione Quali sono le cause di sovraffollamento in Pronto Soccorso? Quanto può aumentare la richiesta e la disponibilità di risorse umane per gestire il sovraffollamento? Possiamo pensare a migliorare la qualità di assistenza prima di avere come obiettivo un aumento delle risorse umane? Partendo dal fatto che i dati numerici dimostrano un costante incremento della domanda di assistenza in pronto soccorso e ritenendo che non ci possa essere una costante relazione tra domanda e parallela disponibilità di risorse professionali in grado di farvi fronte, abbiamo concentrato la nostra attenzione su provvedimenti che potessero migliorare la qualità del lavoro e dell'assistenza sviluppando figure professionali con impegno assistenziale di tipo "trasversale". L'infermiere è una figura professionale particolarmente adatta a coniugare le esigenze sociali con i cambiamenti strutturali sanitari, mantenendo il proprio campo di competenze ed affrontando in modo dinamico e globale le richieste del cittadino. Metodo In questo elaborato si parte dalle riconosciute cause del sovraffollamento in pronto soccorso secondo i momenti di Input-Throughput-Output. Segue una analisi quantitativa che conferma il costante incremento degli accessi in pronto soccorso dell'ospedale Bolognini (ASST Bergamo Est). Si analizzano quindi i modelli di gestione del personale che incidono sulle motivazioni degli operatori stimolando comportamenti funzionali per gli obiettivi assistenziali da raggiungere. Infine viene proposta una nuova figura di esperto all'interno del gruppo che opera in pronto soccorso, l'infermiere di processo. Questo professionista gestisce il percorso del paziente che si presenta in pronto soccorso dal triage alla sala di attesa estendendo il suo intervento fino alle aree di cura e condividendo la responsabilità assistenziale con i medici e altri infermieri con livelli di precisa responsabilità organizzativa e decisionale all'interno del gruppo. Concludiamo poi con una analisi della risposta degli operatori a tale progetto. Conclusioni L'evoluzione dello scenario sanitario impone un ripensamento dei modelli organizzativi, in questo caso valorizzando competenze avanzate degli infermieri, con l'obiettivo di gestire al meglio le situazioni di criticità trovando la soluzione più congrua ai bisogni di salute dei cittadini. L'infermiere di processo si presenta all'utente del pronto soccorso come il professionista esperto che fornisce prestazioni assistenziali, collaborando trasversalmente con il personale del pronto soccorso dal triage fino alle aree di cura. Si tratta di un professionista esperto con una specifica formazione che consente di acquisire competenze avanzate. La risposta degli operatori a questa iniziativa è stata molto positiva e si pensa di estendere il progetto, per ora limitato ad orari che corrispondono a momenti di massimo afflusso, a tutti i giorni H24. MODULORIS

La Rete oncologica testa collo nell'ASST Valtellina ed Alto Lario
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Nardone, Massimiliano

La Rete oncologica testa collo nell'ASST Valtellina ed Alto Lario : proposta di un percorso clinico-socio-assistenziale: dalla cura al prendersi cura / Massimiliano Nardone

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Il quadro epidemiologico dei tumori è in continua evoluzione per effetto del mutamento dei fattori di rischio e della disponibilità di strumenti diagnostici e dei trattamenti sempre più efficaci. Tasso di incidenza dei tumori testa-collo nell'ASST Valtellina ed Alto Lario è circa di 102 casi l'anno. Oltre l'estensione del territorio, la dislocazione dei servizi e la difficoltà di coordinamento anche interaziendale si unisce un alto tasso di fuga dei pazienti verso poli più attrattivi e organizzati. Il carico sul sistema sanitario per la diagnosi e cura dei pazienti oncologici non solo varia per tipo di neoplasia e per livello di gravità alla diagnosi, ma anche in funzione della fase di malattia: fase iniziale (durata 12 mesi dalla diagnosi) in cui il paziente viene principalmente sottoposto ad accertamenti di tipo diagnostico e a trattamento chirurgico, se necessario; fase intermedia (durata variabile) in cui i pazienti proseguono i trattamenti di tipo radioterapico, chemioterapico o sono sottoposti ad accertamenti di follow-up; fase finale, costituita dai 12 mesi che precedono il decesso, in cui vengono messi in atto trattamenti palliativi e terapia del dolore. Il PDTA elaborato descrive il processo relativo alla patologia oncologica testa-collo nella sua gestione sia ospedaliera che territoriale, orientato alla continuità delle cure, all'integrazione delle strutture e dei servizi ed alla completezza della presa in carico del paziente secondo i vigenti provvedimenti della L.R. 23/2015, contribuendo a: ridurre le ospedalizzazioni e le richieste di intervento medico e/o di accesso al Pronto Soccorso; semplificare l'accesso ai servizi e ai percorsi, riducendo i tempi di attesa del paziente; fornire un riferimento costante, mediante l'interazione tra specialisti e MMG, che guidi il paziente nelle varie fasi della malattia; implementare l'appropriatezza prescrittiva nei pazienti affetti da patologia tumorale testa collo; migliorare lo stato funzionale e la qualità di vita. I professionisti identificati sono: Otorinolaringoiatra, Radioterapista, Oncologo, Radiologo, Anatomo-Patologo, Odontostomatologo, Logopedista, Dietista-Nutrizionista Clinico, Fisiatria, Psicologo Clinico e Medico Cure Palliative, operatori delle professioni sanitarie non mediche e della Centrale di Dimissione Protetta e dei MMG. I destinatari del progetto sono: il malato oncologico ed il suo caregiver. La figura di coordinamento, soprattutto nelle fasi di malattia, intermedia e finale, sarà identificata nel case manager (MMG, professionista ASST, altro) secondo i dettami dei provvedimenti sulla presa in carico della L.R.23/2015. MODULOPOL

RSA
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Nuzzo, Maria Dolores

RSA : nuovi bisogni e necessità di nuovi modelli organizzativi / Maria Dolores Nuzzo

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Sono progressivamente e profondamente cambiati i bisogni delle persone che richiedono l'ingresso nelle Residenze Sanitario Assistenziali (RSA) e di conseguenza risulta inevitabile modificare e aggiornare i modelli organizzativi al fine di rispondere in modo più adeguato alle nuove esigenze. Il progetto di lavoro e di ricerca nasce da queste riflessioni e coinvolge una struttura (RSA di Settimo Milanese) della Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus (ISF), operativa sul territorio dal 2008. I cambiamenti espressi dalla popolazione accolta in RSA riguardano: la maggior gravità e instabilità clinica, l'aumento degli invii in Pronto Soccorso, il tasso di mortalità e l'incremento del turnover di ricoveri. I mutamenti organizzativi hanno considerato: il coinvolgimento dei medici tramite turni aggiuntivi di reperibilità e presenza, l'assunzione di nuovi infermieri, una nuova figura di Coordinamento infermieristico, una job rotation del personale assistenziale. Appare opportuno promuovere e sostenere un buon livello di benessere per tutto il personale che potrebbe aiutare a contenere e a superare le resistenze al cambiamento, quale reale possibilità di crescita e sviluppo professionali. I disturbi psicofisici, correlati ai livelli elevati di stress, rappresentano oggi uno dei principali problemi sociali e sanitari; gli esperti in materia ritengono che il 50-80% di tutte le malattie manifestate dai lavoratori, sia strettamente collegato allo stress (Barbini et al. 2006). Una proposta di analisi del clima organizzativo potrebbe essere effettuata mediante la somministrazione di un questionario in forma assolutamente anonima, favorendo tuttavia una forma di "auto-selezione" delle risposte, in modo da garantire la privacy, ma individuando la tipologia di professionalità e possibilmente i fattori che sottendono ad eventuali insoddisfazioni e malesseri. Il benessere organizzativo potrebbe essere analizzato utilizzando il Questionario BOP (Benessere Organizzativo Percepito). L'analisi dei dati raccolti dal Questionario BOP insieme all'analisi di indicatori quali: mortalità, lesioni da pressione, cadute, stato nutrizionale, consumo di psicofarmaci, misure di contenzione, saturazione posti letto, potrà fornire indicazioni in merito agli interventi da consolidare, modificare, innovare. L'analisi della soddisfazione del cliente, la valutazione delle risorse umane presenti unitamente ad una selezione del personale che in particolare consideri la disposizione a lavorare in un ambiente socio-sanitario potrebbero permettere di mantenere un sistema organizzativo di qualità, più funzionale e sostenibile nel tempo. In prospettiva potrebbe risultare utile: - Sintetizzare i risultati dal punto di vista economico; - Proporre eventualmente - considerando naturalmente i dati che emergeranno - altre indagini, applicando ulteriori strumenti e analisi di approfondimento. MODULOORG

Promozione e diffusione del profilo sanitario sintetico del fascicolo sanitario elettronico quale strumento per la gestione delle emergenze dei pazienti cronici
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Piras, Marco Angelo Vindice

Promozione e diffusione del profilo sanitario sintetico del fascicolo sanitario elettronico quale strumento per la gestione delle emergenze dei pazienti cronici / Marco Angelo Vindice Piras

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: Immaginate di poter avere sempre a disposizione le informazioni di rilevanza medica della vita del paziente di fronte a voi. Queste informazioni possono rappresentare la chiave per la soluzione del problema clinico. Purtroppo nella realtà attuale molti medici si trovano di fronte al paziente per un arco di tempo ristretto e con informazioni limitate che possono compromettere la loro capacità di esprimere un giudizio clinico. Il Profilo Sanitario Sintetico (Patient Summary) è il documento informatico sanitario accessibile dal Fascicolo Sanitario Elettronico che riassume la storia clinica del paziente e la sua situazione corrente. Tale documento contiene un set predefinito di dati clinici significativi utili in caso di emergenza. La presa in carico delle cronicità (DGR 4662 del 23/12/15) prevede il potenziamento e diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) in modo da consentire agli operatori sanitari di disporre dell'intera storia clinica dei pazienti cronici e fragili. Lo scopo del Profilo Sanitario Sintetico è quello di favorire la continuità di cura, permettendo un rapido inquadramento del paziente al momento di un contatto non predeterminato come ad esempio in situazioni di emergenza e di pronto soccorso. Lo scopo di questo Project Work è quella di promuovere e diffondere l'utilizzo del Profilo Sanitario Sintetico dei pazienti più complessi (cronici e fragili) partendo dal PAI (Piano Assistenziale Individualizzato) e rendendolo facilmente consultabile in situazioni di emergenza e pronto soccorso (AREU e DEA). I primi passi in questa direzione sono già stati compiuti mettendo in contatto AREU e Lombardia Informatica per definire l'accessibilità ai dati acquisibili durante un'emergenza. E' apparso subito fondamentale la possibilità di accedere rapidamente a informazioni come le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) o al registro donatori d'organi in caso di arresto cardiaco e/o morte cerebrale del paziente . E' inoltre in corso la valutazione ed approvazione dell'inserimento nel PAI dei dati riguardanti le allergie e le capacità motorie perché questo possa contenere le informazioni obbligatorie previste per il Profilo Sanitario Sintetico. L'abilitazione di tutti i medici del Pronto Soccorso (DEA) all'accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico ed a quello Aziendale permettono di poter consultare il PAI e la storia clinica del paziente in carico (questo è già avvenuto presso il DEA del San Carlo Borromeo - ASST Santi Paolo e Carlo di Milano). La frequenza degli accessi ai DEA dei pazienti cronici e fragili è stato previsto quale indicatore di efficacia del PAI. MODULOORG

Mission is possible
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Polo, Silvia

Mission is possible : riorganizzare la Medicina per acuti in Azienda multi presidio al tempo della cronicità. Proposte per ASST Garda / Silvia Polo

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

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Abstract: L'ASST Garda serve un territorio molto esteso e vario ed ha al suo interno tre ospedali per acuti diversi per afferenza e per risorse. In un'epoca segnata dall'incremento delle patologie e dei malati cronici e dalla difficoltà di trovare risposte ad esigenze sempre più sociali e sempre meno sanitarie, si impone un ragionamento sulla strutturazione del lavoro che può partire anche da due reparti di Medicina ma dovrà forzatamente trovare sbocco in un ripensamento globale dell'offerta. Nel merito, i Reparti di Medicina di Gavardo e Desenzano possono fungere da pilota per un cambiamento che iniziando dalla formazione trasformi poi gradualmente l'organizzazione delle attività ambulatoriali e in degenza, con ricadute positive sia per l'utenza che per gli operatori sanitari dentro e fuori dall'ospedale. MODULOORG

Apprendere per la ricerca
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Roli, Anna Maria Teresa

Apprendere per la ricerca : ipotesi di formazione manageriale per gli IRCCS / Anna Maria Teresa Roli

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: Il Project Word considera il tema dello sviluppo delle competenze dei professionisti tramite la formazione, intesa come leva strategica nell'ambito della gestione risorse umane. Il tema di interesse di questo lavoro è la formazione manageriale per i dirigenti del servizio sanitario. Prende spunto da un'ipotesi: gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) hanno un bisogno peculiare di competenze manageriale congruente con la loro mission di ricerca e cura di alta specialità. Il problema nasce dalla finalità della formazione manageriale, definita dal D.M. del 1agosto 2000 e dell'accordo dei Presidenti Regioni e Province autonome del 10 luglio 2003 come mirata a sviluppare le competenze di governo clinico. Negli IRCCS questa abilità deve essere integrata con il governo dell'attività scientifica, intesa come ricerca e diffusione dei suoi risultati alla comunità scientifica e verso i cittadini. Il risultato atteso del progetto era quello di individuare le tematiche rilevanti per progettare la formazione manageriale inerente all'attività scientifica. Il focus del progetto è stato la rilevazione del fabbisogno formativo manageriale rivolto ai dirigenti della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT). Il metodo per realizzare il progetto è stato quello dell'indagine on line, dal 23 aprile al 5 maggio c.a., con un questionario a risposta chiusa rivolto ad un target di 105 soggetti, di cui 95 con incarico organizzativo di struttura complessa o semplice e 10 responsabili di funzione aziendale, afferenti alle tre aree organizzative dell'INT: amministrativa, sanitaria e scientifica. Il questionario era articolato in una sezione generale per la raccolta di dati descrittivi del campione ed una tematica con 54 argomenti inerenti alla ricerca, da valutare in merito alla rilevanza con uno score da l 0 (non rilevante) a 3 (molto rilevante). Un ulteriore item a risposta aperta permetteva di suggerire ulteriori argomenti. I risultati dell'indagine, a cui hanno risposto 53 soggetti (50,5% del target) evidenziano i temi ritenuti prioritari dai dirigenti INT: il sistema ricerca, la sua programmazione e organizzazione; il supporto e comunicazione per i progetti; il finanziamento e controllo della spesa; l'innovazione digitale; la protezione dati; la valutazione della performance scientifica, la formazione e training; lo sviluppo professionale dei ricercatori (c.d. piramide). Le tematiche emerse possono essere incluse nella formazione manageriale regionale, ovvero nei piani di formazione aziendale. Il metodo e strumenti di indagine di questo lavoro possono facilmente essere estesi agli altri IRCC, l'indagine inoltre può essere integrata da ricerche qualitative sulle competenze dei manager IRCCS. MODULORIS

Ipotesi di applicazione della legge Brunetta e della successiva legge delega Madia nell'ambito della valutazione del personale in un dipartimento di diagnostica per immagini
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Scavone, Antonio

Ipotesi di applicazione della legge Brunetta e della successiva legge delega Madia nell'ambito della valutazione del personale in un dipartimento di diagnostica per immagini : realizzazione di un sistema condiviso / Antonio Scavone

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: La gestione e l'ottimizzazione delle risorse umane delle Aziende Sanitarie non può prescindere dall'adozione di procedure di valutazione del personale che siano basate su regole flessibili, efficaci, condivise ed aggiornabili nel tempo. Tale principio è stato inoltre introdotto nell'ordinamento italiano con la legge Brunetta del 2009 e con la successiva legge delega Madia del 2015. L'obiettivo del legislatore è quello di assicurare una più efficace valutazione della prestazione organizzativa ed individuale alzando i livelli di rendimento raggiunti dalle Pubbliche amministrazioni. Lo scopo di questo lavoro è realizzare un efficace sistema di valutazione condiviso del personale di un Dipartimento di Radiologia. MODULOECO

Risultati e possibili sviluppi del fundraising in ambito pubblico
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Toninelli, Giovanna Paola

Risultati e possibili sviluppi del fundraising in ambito pubblico : l'esperienza dell'ASST Papa Giovanni XXIII / Giovanna Paola Toninelli

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: Il Fundraising è un'attività tipica delle Onlus per raccogliere fondi per una causa sociale, ma anche le PA oggi possono intraprendere forme di raccolta fondi per finanziare le proprie attività, nel rispetto delle norme in materia. Le forme più comuni di raccolta fondi nel pubblico sono le donazioni liberali, che non prevedono contropartita per il finanziatore, i bandi di sponsorizzazione e i lasciti testamentari. Per il Papa Giovanni XXIII, che vanta una lunga tradizione di benefattori, questo ha consentito di finanziare progetti di ricerca, innovazioni organizzative o gestionali, attività di presa in carico dei pazienti: dal 2006 al 2017 sono stati 189 progetti, per raccogliere oltre 7 milioni di Euro e ne sono stati raccolti poco meno della metà, 3 milioni e 500 mila Euro. Nonostante i risultati lusinghieri - a questa cifra vanno aggiunte le erogazioni liberali e i lasciti, questi ultimi un milione di euro solo nel 2017 - resta ancora molto da fare in termini culturali, gestionali e manageriali, mentre dal punto di vista "regolatorio" l'Azienda si è dotata di solide basi. Migliorare negli aspetti carenti richiede di investire sulla formazione del personale e sull'integrazione fra le strutture dell'area Marketing e Comunicazione. Inoltre occorre accrescere la consapevolezza dell'intera organizzazone sul fundraising come "raccolta di relazioni positive" con i propri stakeholders, promuovendo progetti di qualità e garantendo trasparenza e accountability della PA. Gli obiettivi devono essere misurabili e misurati, ma devono anche saper coinvolgere emotivamente i potenziali sostenitori. In una realtà complessa come un ospedale di alta specializzazione le necessità e le richieste da parte delle strutture sono molteplici; per questo la scelta dei progetti prioritari deve puntare alla qualità e alla prosecuzione di quei progetti pluriennali e molto apprezzati, che si basano esclusivamente su contributi da privati. Infine il ruolo dell'Asst è quello di monitorare ex ante, in itinere ed ex post i risultati raggiunti e di comunicarli, non solo assolvendo formalmente gli obblighi di legge (Amministrazione trasparente) ma offrendo agli stakeholders contenuti facilmente fruibili che stimolino nuove donazioni, oltre a rendicontare gli obiettivi raggiunti. Perché tutto questo si realizzi e soprattutto si mantenga nel tempo, è fondamentale il coinvolgimento di tutti gli operatori, intraprendendo azioni che accrescano la consapevolezza dei valori intangibili che l'organizzazione porta con sé (reputation) e della loro importanza, misurando non solo le performance degli operatori, ma anche il loro grado di coinvolgimento e soddisfazione rispetto a queste attività. MODULOECO

Appropriatezza prescrittiva e riconciliazione farmacologica nel paziente pluripatologico
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Varalli, Luca

Appropriatezza prescrittiva e riconciliazione farmacologica nel paziente pluripatologico / Luca Varalli

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: CONTESTO. Il progressivo invecchiamento della popolazione si associa all'aumento di malattie croniche, almeno tre nel 64% negli ultraottantenni (multimorbilità), e determina un incremento della disabilità. La multimorbilità spesso si associa alla politerapia e l'incremento nell'assunzione dei farmaci correla con l'aumento del rischio di ADR, ospedalizzazione, mortalità e riduzione della qualità di vita soprattutto nei pazienti anziani. L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera la Riconciliazione farmacologica una delle migliori strategie per garantire la prevenzione degli errori in terapia e la qualità delle cure. La raccomandazione ministeriale n° 17 ha introdotto la pratica della riconciliazione farmacologica nelle Transizioni di cura, considerati i momenti più critici per gli errori di terapia; i professionisti e le organizzazioni hanno implementato questa indicazione attivando procedure e modulistica dedicata. L'ASST Ovest Milanese ha attivato questo percorso affidando la riconciliazione farmacologica ai medici specialisti senza ulteriori supporti né tecnici né professionali. OBIETTIVO. Obiettivo di questo progetto è innanzitutto misurare l'efficacia degli interventi di riconciliazione. Individuare per ciascuna transizione di cura gli aspetti critici in ordine a eventuali interazioni tra farmaci, la loro rilevanza clinica e la possibile soluzione. Valutare se ricorrono le condizioni per il "deprescribing" e come gestire l'eventuale sospensione in caso di medicinali con potenziale effetto "rebound". Identificare possibili ADR non segnalate. Condividere i risultati con lo staff sanitario, infermieri e clinici, attraverso momenti codificati di formazione interna. Integrare il farmacista nel processo di cura quale esperto del farmaco e strumento per la prevenzione degli errori di terapia attraverso una collaborazione aperta con i clinici. MATERIALI E METODI. Saranno analizzati retrospettivamente i processi di ricognizione e riconciliazione di prescrizioni critiche dal punto di vista farmacologico, per raccogliere informazioni sulla stima dei rischi e le possibili interazioni farmacologiche applicando i principali indicatori di valutazione dell'appropriatezza prescrittiva (Beers, START/STOPP) e i criteri per il deprescribing. I dati anonimizzati saranno registrati su supporto informatico ad accesso profilato e controllato; un database realizzato "in home" e quindi senza costi aggiuntivi. L'analisi dei dati sarà effettuata con l'applicativo INTERCheck WEB. Le fasi di raccolta dati ed elaborazione dovrebbero concludersi in circa 50-60 giorni e riguarderanno due unità operative di medicina. CONCLUSIONI. L'aumento della longevità è una delle più grandi sfide per l'immediato futuro. Questo progetto sull'appropriatezza prescrittiva delle terapie farmacologiche in pazienti fragili costituisce un tassello nel disegno complessivo di "presa in carico globale e integrata della persona" che rappresenta il cardine del modello di welfare che stiamo realizzando. MODULOPOL

Il percorso della performance nelle ASST della Regione Lombardia. La migliore efficacia delle cure attraverso una migliore efficienza organizzativa
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Volpe, Angela

Il percorso della performance nelle ASST della Regione Lombardia. La migliore efficacia delle cure attraverso una migliore efficienza organizzativa : studio applicato all'ASST di Melegnano e Martesana / Angela Volpe

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: Dichiarazione del problema: Comprendere e governare la variabilità dei processi organizzativi, limitando al contempo gli eventi avversi, è lo sforzo richiesto a tutti gli attori del sistema sanitario. In questo lavoro ci occupiamo in particolare di quanto una migliore efficienza organizzativa abbia il potenziale di influire sulla qualità e sull'efficacia (outcome) delle cure. Motivazione: L'ipotesi di partenza è di vedere quanto il risultato dell'analisi di alcuni indicatori di performance e specifici, presenti sulle Regole 2018 di Regione Lombardia, possa condurre la Direzione Strategica dell'Azienda a prendere decisioni che influenzino anche l'efficacia delle cure oltre all'equilibrio economico-finanziario. Metodo: La forma prismatica dell'oggetto di questo lavoro ci ha condotto a trattare la complessità dell'oggetto di studio , concentrandoci su alcuni indicatori di performance e specifici all'interno di tre aree individuate nell'ASST di Melegnano e Martesana. Sono stati analizzati 3 indicatori di performance/specifici, confrontati con la media regionale (benchmarking) e evidenziate le criticità insite al razionale delle grandezze coinvolte. Tale confronto non è finalizzato a creare classifiche, ma come punto di partenza per riprogettare l'organizzazione attuale delle Unità Operative implementando le prassi migliori utilizzate dalle aziende risultanti con le migliori performance sugli indicatori considerati. Risultati: Premesso che gli indicatori individuati da Regione Lombardia, sono in fase di aggiustamento continuo per garantire la massima omogeneità degli elementi confrontati, dall'analisi degli scostamenti, segnalati da Regione Lombardia, sono stati analizzati gli indicatori seguenti: I05 Costo farmaci per giornate di degenza I14 il costo dei DM su 1.000€ di fatturato I20 Costo medico per 1.000€ di fatturato Conclusioni: L'ipotesi iniziale è confermata dalle risultanze, ossia una maggiore accuratezza nella rilevazione della contabilità analitica e nella rendicontazione dei flussi produce un dato più corretto oltre ad un miglior confronto con i dati di sistema e consente un finanziamento adeguato alla produzione, da parte del fondo sanitario nazionale e regionale, esente da decurtazioni dovute a errori (controlli NOC, inappropriatezza dei ricoveri, compilazione errata di Sdo e ambulatoriali). L'obiettivo è duplice: - il riconoscimento totale della produzione aziendale come rimborso tariffario regionale; - l'affinamento della contabilità analitica affrontando la sfida di strutturare la contabilità per presidio, funzionale al finanziamento prevenendo eventuali piani di rientro. L'esito atteso dal ciclo virtuoso è il limite delle inefficienze nell'organizzazione maggiori risorse da investire nella qualità organizzativa e delle cure prestate. MODULORIS

D.R.I.V.E. Milano Project
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Zanferrari, Carla

D.R.I.V.E. Milano Project : definizione Rete Ictus Verso Embolectomia / Carla Zanferrari

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: Presupposti del progetto L'ictus ischemico è una patologia gravata da elevata mortalità e disabilità, con incremento di frequenza età-correlato. Questa determina costi molto elevati pari 13-14 miliardi euro/anno con una previsione di raddoppio nei prossimi 20-30 anni. Nuovi modelli assistenziali, quali le Unità Neurovascolari (Stroke Unit SU), e le terapie di riperfusione precoce (ricanalizzazione del vaso occluso), quali trombolisi EV e Trombectomia endovascolare, hanno drasticamente migliorato la prognosi di questi pazienti sia in termini di mortalità che disabilità. Le terapie riperfusive sono efficaci solo in fase molto precoce, con una finestra terapeutica di poche ore. Nonostante questo, i pazienti potenzialmente candidabili e che arrivano in tempo utile sono ampiamente al di sopra di quelli effettivamente trattati (trattati = <10%; potenzialmente trattabili = 30%) e senza significativi incrementi negli ultimi 2 anni rispetto all'ampliamento progressivo delle prospettive terapeutiche. La prima causa è la mancata definizione di un modello di rete tempo-dipendente specifico per l'ictus, fondamentale per velocizzare il percorso e uniformare i trattamenti. Inoltre, la mancanza di indicatori di processo e di risultato, rende difficile il monitoraggio e, conseguentemente, i possibili interventi correttivi e migliorativi. Obiettivi Il progetto vuole cercare di identificare a) modelli organizzativi che rendano fruibili, a tutti i pazienti potenzialmente candidabili, tutte le terapie attualmente efficaci; b) indicatori di risultato, di processo, di qualità e di sicurezza delle prestazioni svolte nella fase iperacuta dell'ictus Metodologia Analisi del contesto nazionale, regionale e locale per identificare criticità generali o specifiche territoriali. L'analisi è stata ricavata da registri nazionali disponibili o database territoriali (area metropolitana di Milano). Confronto con le attuali Linee Guida nazionali ed internazionali, rispetto ad uno standard di trattamento ed organizzativo-gestionale, e con le Linee di Indirizzo del Ministero, AGENAS e Regione Lombardia Proposte operative Il progetto prevede possibili risposte alle criticità rilevate in termini di "proposte operative" perché la strutturazione di una rete tempo-dipendente specifica per la gestione della fase acuta dello stroke presuppone la condivisione con gli altri operatori della rete, anche se alcune delle proposte sono allineate ad un percorso già in essere in Regione Lombardia. MODULOPOL

La Legge 8 marzo 2017, n. 24. Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie
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Bini, Artilio

La Legge 8 marzo 2017, n. 24. Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie : luci ed ombre / Artilio Bini

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: La legge 8 marzo 2017 n.24 è definita come: Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. È stata pubblicata in GU n. 64 del 17-3-2017 ed è vigente al: 1-4-2017. Da molti è interpretata come legge a semplice difesa del medico , in realtà contiene elementi innovativi a tutela del cittadino come l'attribuzione della funzione di garante per il diritto alla salute al Difensore civico; la prevenzione, collocandola al primo posto con l'adozione del Risk Management; il riordino dell' l'istituto dei CTU a tutela delle parti; l'istituzione del Sistema nazionale per le linee guida (SNLG) , ora definito dal Decreto 27 febbraio 2018 del Ministero della salute. La legge 24 ha applicazione in ambito penale, ma con evidenti ricadute in ambito civilistico. Assoggetta le Aziende Ospedaliere al rapporto contrattuale ed il Dirigente Medico al rapporto extracontrattuale. Obbliga le strutture sanitarie ad avere una copertura assicurativa per la colpa lieve ed il medico per il colpa grave. Più complessa la determinazione di responsabilità professionale in caso colpa lieve o grave in caso di imperizia, avendo le varie Corti dato sinora interpretazioni differenti. La risposta a questa varianza interpretativa è stata data dalle Sezioni Unite di Cassazione il 21 dicembre 2017 è stata la seguente: l'esercente la professione sanitaria risponde, a titolo di colpa, per morte o lesioni personali derivanti dall'esercizio di attività medico-chirurgica: a)se l'evento si è verificato per colpa (anche "lieve") da negligenza o imprudenza; b)se l'evento si è verificato per colpa (anche "lieve") da imperizia quando il caso concreto non è regolato dalle raccomandazioni delle linee-guida o dalle buone pratiche clinico-assistenziali; c)se l'evento si è verificato per colpa (anche "lieve") da imperizia nella individuazione e nella scelta di linee-guida o di buone pratiche clinico assistenziali non adeguate alla specificità del caso concreto; d)se l'evento si è verificato per colpa "grave" da imperizia nell'esecuzione di raccomandazioni di linee-guida o buone pratiche clinico-assistenziali adeguate, tenendo conto del grado di rischio da gestire e delle speciali difficoltà dell'atto medico. MODULORIS

L'implementazione e il check-up del sistema di contabilità generale
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Calogero, Giuseppe

L'implementazione e il check-up del sistema di contabilità generale : l'esperienza dell'IRCCS Policlinico "San Matteo" / Giuseppe Calogero

Milano : PoliS-Lombardia, [2018]

Project work Afssl

Abstract: Lo sviluppo del sistema amministrativo contabile delle aziende sanitarie pubbliche è stato profondamente legato all'evoluzione normativa che ha caratterizzato l'ultimo trentennio. Con il D. Lgs. 502/1992 è stato richiesto alle Aziende di dotarsi della contabilità economico-patrimoniale, inizialmente affiancando quella finanziaria. In seguito, con il D. Lgs. 118/2011 si è avviato un processo di armonizzazione, al fine di disporre di dati di bilancio omogenei, aggregabili e confrontabili. Nell'ultimo decennio, in un contesto di risorse economico-finanziarie limitate, l'esigenza di disporre di dati di bilancio attendibili e di procedure amministrativo contabili affidabili è diventata più impellente, tanto da rendere sempre più necessario l'avvio del percorso di certificabilità dei bilanci. Rispetto al quadro complessivo delineato, la situazione di disordine contabile venuta alla luce nell'anno 2014 al Policlinico San Matteo fa riflettere sulla necessità di disporre un impianto contabile affidabile. L'elaborato, dopo una presentazione del San Matteo ed un'analisi preliminare della situazione contabile, evidenzia i vantaggi di disporre di un sistema amministrativo contabile integrato, fornendo uno spunto di riflessione sulle attività da porre in essere per un corretto set-up del sistema amministrativo contabile, fornendo esempi sui "check-up" effettuati per giungere ad un pieno risanamento amministrativo-contabile. MODULOECO