L'Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo (AFSSL),
costituita come articolazione di PoliS-Lombardia, supporta la Giunta regionale della Lombardia per la progettazione ed erogazione della formazione del personale del servizio sociosanitario lombardo.
Le attività dell'AFSSL sono descritte in dettaglio in una apposita sezione del sito di PoliS-Lombardia.
 Sono disponibili alcuni elaborati (Project work) realizzati dai partecipanti ai Corsi di formazione Manageriali per Direttori di Azienda Sanitaria (DIAS) e Direttori responsabili di Struttura Complessa (DSC) e dai partecipanti ai Corsi di rivalidazione della formazione manageriale.
Per ogni Project work è visualizzabile una scheda descrittiva dettagliata, con abstract e - in allegato - il testo completo del documento.

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Trovati 287 documenti.

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Il ruolo di governo di Ats attraverso il Piano locale della cronicità
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Foini, Teresa

Il ruolo di governo di Ats attraverso il Piano locale della cronicità / Teresa Foini

Milano : Éupolis Lombardia, [2017]

Project work Afssl

Abstract: L'elaborato nasce dall'attuale esperienza professionale e formativa, dalle molteplici sollecitazioni in ordine alla presa in carico degli assistiti con patologie croniche, dalla necessità dell'Agenzia di definire strumenti strategici per il governo del sistema locale. Si vuole dare evidenza di tale ruolo che ATS Brescia intende esercitare nell'ambito dello sviluppo dell'obiettivo della presa in carico dei cronici. In particolare, 1. descrive, sinteticamente, il contesto demografico ed epidemiologico della popolazione di ATS Brescia, che, dal 2003 al 2016 ha subito un incremento del 14,6%: dai 1.048.006 assistiti del 2003 ai 1.200.806 del 2016, di cui il 30,9% cronici, che hanno assorbito, nello scorso esercizio, l'80% delle risorse sanitarie. 2. Richiama l'esperienza decennale di ATS Brescia di valorizzazione delle Cure primarie mediante lo strumento del Governo Clinico, quale punto di forza per definire le strategie per la presa in carico degli assistiti; strategie che, in una linea evolutiva di tale pregressa esperienza ed in coerenza con quanto previsto dalla Legge Regionale 23/2015, si traducono, nell'immediato, nella definizione del Piano Cronicità Locale; 3. Descrive, in maniera sintetica, i principali contenuti del Piano Cronicità locale in fase di avanzata stesura, a cura un gruppo di lavoro multi-professionale dedicato: −identifica le categorie di assistiti, portatori di necessità clinico assistenziali; -esplicita il ruolo dell'Agenzia di tutela della Salute e ne descrive le azioni; -definisce gli obiettivi perseguiti; -descrive il sistema informativo e di monitoraggio delle cronicità; -identifica gli snodi organizzativi e funzionali -identifica gli attori delle reti ed i principali strumenti di integrazione per il funzionamento delle stesse 4. Focalizza l'attenzione −sulla stratificazione della domanda di salute, sul dimensionamento delle grandi categorie di assistiti portatori di peculiari necessità clinico-assistenziali, specifiche risposte, coordinate, sistematiche e continuative, mettendo a confronto due sistemi: la stratificazione regionale degli assistiti proposta dalla Giunta Regionale con la recente DGR n. 6164 del 30.01.2017 e quella utilizzata per la Banca Dati Assistito. Sistemi che presentano notevoli diversità, sia in termini di metodologia che di chiavi interpretative, ma entrambi che permettono di analizzare il complesso problema della cronicità da diversi punti di vista e con obiettivi diversificati; −sulla stima, che consegue dal confronto dei due metodi, del consumo di risorse per la presa in carico dei cronici; −sulla proposta ed opportunità che l'integrazione dei due sistemi offre, per migliorare la capacita di lettura dei fenomeni, il monitoraggio della cronicità, verificarne la sostenibilità per il sistema; per esercitare, in maniera concreta, il ruolo di governo assegnato all'ATS dalla legge di Evoluzione del SSR.

Anticorruzione: da procedura burocratica a strumento di efficienza aziendale
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Gennari, Enrica

Anticorruzione: da procedura burocratica a strumento di efficienza aziendale : Rispondere agli obiettivi di efficacia ed efficienza aziendale rispettando le procedure imposte da prevenzione della corruzione e obblighi di trasparenza / Enrica Gennari

Milano : Éupolis Lombardia, [2017]

Project work Afssl

Abstract: La mole di adempimenti richiesti da ANAC attraverso leggi, norme, prassi, elaborati e scadenze fanno dell'applicazione della prevenzione della corruzione e della trasparenza un processo complesso. La predisposizione da parte delle singole strutture sanitarie dei propri PTPC è un'occasione unica che deve di essere guidata da Regione Lombardia che, sviluppando un'analisi coordinata dei piani, accresca nelle aziende la capacita di auto-analisi, metta a disposizione strumenti per la gestione del rischio e condivida le buone pratiche. Una più chiara consapevolezza dei rischi di corruzione si presenta come condizione utile per far acquisire una maggiore efficacia ai Piani, per aumentare a tutti i livelli la consapevolezza dell'importanza e della funzione delle diverse misure di prevenzione. Mentre sul concetto che la misurazione del rischio debba essere concreta, efficace e misurabile troviamo tutti in accordo quando si passa all'operatività concreta del "fare" diventa più complesso trovare accordi e condivisioni. L'Autorità Nazionale Anticorruzione, ad integrazione del sistema, ha approvato diverse Linee Guida per gli adempimenti delle pubbliche amministrazioni che si affiancano a quelle della Regione Lombardia e dell'ARAC ( Agenzia regionale Anti Corruzione Lombardia ) contribuendo a creare un sistema normativo di riferimento estremamente complesso. Si sono presi in considerazione alcuni problemi individuati e si sono sviluppate proposte di soluzione. Problemi individuati: -Mancanza della corretta percezione del concetto di corruzione. -Aumento della burocrazia -L'adozione di strumenti poco efficaci -Raggiungimento dei risultati attesi in tempi lunghi Possibili soluzioni: -integrazione con l'esistente -semplificazione: "minima" burocrazia -formazione e diffusione delle cultura di anticorruzione aziendale -Data mining -Whistleblowing -Certificazione ISO 37001 -comunicazione e condivisione dei risultati Tra i nuovi strumenti: Data mining: con questo termine si intende il processo di estrazione della conoscenza e del sapere da una grande massa di dati attraverso metodi automatici o semi automatici. I comportamenti corruttivi si riflettono sempre sulla gestione e lasciano una traccia indelebile nei dati che rappresentano la gestione stessa. Whistleblowing: con il termine inglese " Whistleblowing " s'intende la segnalazione da parte di un dipendente pubblico di comportamenti illeciti di cui è venuto a conoscenza Certificazione ISO 37001: la norma ISO 37001 fornisce delle linee guida, che possono essere seguite indipendentemente dall'obbiettivo di ottenere la certificazione di conformità che tuttavia hanno un valore economico e sociale riconosciuto.

La creazione di center "Malattie Rare" in un IRCCS generalista
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Castaldi, Silvana

La creazione di center "Malattie Rare" in un IRCCS generalista / Silvana Castaldi

Milano : Éupolis Lombardia, [2017]

Project work Afssl

Abstract: Le malattie rare (MR) sono patologie caratterizzate da bassa prevalenza (≤5 casi ogni 10.000 abitanti in Europa) ed elevato grado di complessità. Queste malattie richiedono un approccio articolato e complesso, basato su interventi specifici volti a prevenire un'elevata morbosità o, laddove sia evitabile, la mortalità precoce ed a migliorare la qualità della vita e il potenziale socioeconomico delle persone colpite. I pazienti con malattia rara rappresentano una categoria di soggetti ad alta complessità assistenziale che riguarda sia l'organizzazione necessaria per garantire una diagnosi tempestiva ed accurata sia per provvedere all'assistenza specialistica necessaria alla completa presa in carico per tutti gli ambiti socio sanitari. L'Italia ha individuato nelle MR un ambito di intervento prioritario delle attività di sanità pubblica individuando nella rete dei presidi accreditati e nel Registro Nazionale delle MR gli elementi cardine del sistema. In ottemperanza alla normativa nazionale, la regione Lombardia ha costituito la sua rete regionale delle MR individuando i presidi abilitati, attualmente 38 con 577 specialisti e 30.506 pazienti. La Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di diritto pubblico e di tipo generalista presidio della rete lombarda per le MR che al 31 dicembre 2016 risulta accreditato per 261 MR gestite da 62 specialisti. In Fondazione le MR sono gestite: - dal Nucleo Malattie Rare che ha funzione di coordinamento per l'organizzazione ed il funzionamento dei percorsi di diagnosi; - dallo Sportello Malattie Rare che è dedicato alla rilevazione e presa in carico dei bisogni psico-socio-sanitari integrati della persona con MR; - dal Coordinamento delle Associazioni per le MR a cui afferiscono 58 associazione. Questa presa in carico del paziente con MR, presuppone per essere potenziata e coinvolgere il territorio alcune scelte strategiche essenziali che sono state tenute in considerazione nella redazione del piano organizzativo strategico (POAS) per gli anni 2016-2018 che propone la creazione di un center per le MR che sembra essere la strategia corretta per rafforzare la gestione delle MR in Fondazione riunendo insieme il Nucleo per le MR, lo Sportello, la rete degli specialisti e le Associazioni. Il Center permetterà di: - migliorare la continuità dei percorsi assistenziali; - facilitare l'accesso alle cure e la transizione; - migliorare la qualità dell'assistenza anche in occasione di ricovero in urgenza o elezione; - di fornire un supporto clinico/organizzativo ed essere punto di riferimento anche per i medici di medicina generale/pediatra di libera scelta.

Modelli organizzativi per la gestione della Cronicità
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Passamonti, Enrico - Bruschi, Alessandra

Modelli organizzativi per la gestione della Cronicità : Evoluzione del SSL con la Legge 23/2015 presa in carico dei pazienti con scompenso cardiaco cronico nella ASST di Cremona / Alessandra Bruschi DIAS 1601, Enrico Passamonti DSC 1601

Milano : Éupolis Lombardia, [2017]

Project work Afssl

Abstract: Le malattie croniche rappresentano una emergenza sanitaria globale per l'aumento di frequenza e complessità, e si associano ad una progressiva perdita di funzione ed autonomia che nel contesto socio-economico individuale determina la fragilità della persona affetta. La cronicità riguarda in Lombardia circa 3,5 milioni di pazienti (il 30% della popolazione) e incide per più del 70% sulla spesa sanitaria complessiva. I vari modelli organizzativi proposti per le malattie croniche hanno in comune molti elementi, in particolare si basano tutti sull'evoluzione dal paradigma della ‘medicina d'attesa', adatto alle malattie acute, a quello della medicina d'iniziativa (proattiva), più rispondente alla gestione della cronicità. Quello che si sta sviluppando in Lombardia, introdotto con la L.R. 23/2015, è un nuovo modello di governance che, intende superare l'attuale frammentazione dei servizi per realizzare un'effettiva integrazione del percorso del paziente aldilà dei classici strumenti di razionalizzazione dell'offerta. In quest'ottica la risposta clinico-assistenziale non deve essere centrata solo sulla malattia, ma va programmata in funzione della domanda di salute, diversificata per tipologie specifiche di pazienti e personalizzata in base ai bisogni individuali e al contesto familiare e sociale. A partire dal modello di evoluzione delle malattie croniche, si rileva che la porzione più rilevante della cronicità attuale è costituita da cardiovasculopatici (+ 480.000 unità nel periodo 2005-2013) e che lo scompenso cardiaco rappresenta la prima causa di ricovero negli over 65 anni. L'applicazione del modello di presa in carico per la gestione dello scompenso cardiaco nella ASST di Cremona si sviluppa a partire da una migliore integrazione tra Ospedale (Medico Cardiologo) e Territorio (MMG). Questo processo comporta dal punto di vista operativo: una rivalutazione dell'attività dell'attuale Ambulatorio Ospedaliero dello Scompenso, la creazione di una nuova figura sanitaria ospedaliera (Infermiere case manager) che faccia da connessione tra Paziente-MMG-Cardiologo e la formazione professionale - attraverso corsi dedicati in ambito "scompenso cardiaco cronico" - degli infermieri territoriali già presenti nel percorso. Fondamentale il coinvolgimento dei MMG nella gestione diretta dei pazienti in condizione di stabilità con effettuazione di controlli periodici focalizzati sull'adeguamento della terapia, la verifica della stabilità clinica, l'identificazione precoce di peggioramento della malattia, la valutazione a breve (una settimana) dei pazienti dimessi dall'ospedale per scompenso che in alcune attività potranno essere supportati dalla figura dell'infermiere del territorio adeguatamente formato. Sarà necessario anche integrare specialisti e MMG nella condivisione e formazione di percorsi clinico-assistenziali integrati (PAI) e facilitarne il contatto offrendo la possibilità ai MMG di un accesso più rapido alla consulenza specialistica e il potenziamento dell'assistenza integrata per la gestione domiciliare dei pazienti complessi. Attraverso questi primi passaggi pensiamo di avviare il processo di presa in carico, quindi del "prendersi cura" del paziente dimesso dall'ospedale nell'ottica di un accompagnamento alla persona e della continuità tra ospedale e territorio. L'applicazione del modello di presa in carico per la gestione dello scompenso cardiaco nella ASST di Cremona, punta nel tempo, attraverso la riorganizzazione del percorso di cura (dal curare al prendersi cura), a ridurre il carico sanitario, organizzativo ed economico nella gestione della cronicità rendendo i percorsi più appropriati e integrando la gestione delle diverse patologie.

Gli incarichi del CCLN Sanità e la figura del "process owner"
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Alberti, Patrizia

Gli incarichi del CCLN Sanità e la figura del "process owner" : esempi applicativi e proposte nel quadro evolutivo del sistema sanitario lombardo / Patrizia Alberti

Milano : Éupolis Lombardia

Project work Afssl

Abstract: Con la legge regionale n. 23/2015 la Regione Lombardia applica un modello evolutivo del sistema sanitario regionale che si propone di rispondere in modo fortemente integrato ai bisogni assistenziali e sociosanitari di una popolazione con aspettative di vita crescenti e patologie croniche varie e diffuse. Il modello pone nuove ed alte sfide all'organizzazione dei servizi, dal momento che nuovi soggetti (Aziende Socio Sanitarie Territoriali) sono incaricati di rispondere interamente ai bisogni di salute ed assistenza del cittadino/paziente (dalla prevenzione, all'acuzie e alle necessità socio assistenziali), nonché ai rapporti interni al sistema, con Aziende Territoriali per la Salute (ex ASL) che devono rimettere a fuoco il proprio ruolo, e i diversi erogatori, pubblici e privati, che da vecchi "concorrenti" si devono ora riallineare in una logica di collaborazione lungo tutta la catena del bisogno della persona. E' quindi richiesto un cambiamento radicale al sistema e agli operatori, perché per mettere al centro la persona occorre cambiare prima di tutto approccio culturale, modificare i modelli organizzativi e creare nuovi percorsi. Il presente project work intende offrire un contributo all'evoluzione in atto, con una riflessione sul sistema degli incarichi del personale della dirigenza e del comparto attualmente previsto dal CCNL, anche attraverso l'esempio applicativo del sistema di graduazione delle posizioni dirigenziali adottato dalla ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, per sondarne caratteristiche e limiti alla luce delle nuove spinte organizzative verso la gestione per processi. Le Linee guida per la definizione dei nuovi Piani di Organizzazione Aziendali Strategici di Regione Lombardia prevedono la figura del "process ower" proprio per presidiare linee di attività clinico assistenziali ad alto fabbisogno di integrazione. Il suo ruolo ha grandi potenzialità, ma necessita valorizzazione e riconoscimento formale per poterle realizzare, portando continuo miglioramento nei processi e quindi nella qualità dell'assistenza percepita dalla persona/paziente. L'analisi condotta sulle caratteristiche e difficoltà tipiche della gestione per processi e del ruolo del process owner evidenzia come quest'ultimo possa essere ricoperto da personale dirigente e del comparto, essendo essenzialmente concepito di tipo organizzativo in ambito sanitario, come emerge anche dal confronto delle proposte di POAS di un campione di aziende. Ne scaturiscono alcunispunti per una revisione della disciplina contrattuale degli incarichi ed in particolare una proposta di riscrittura degli articoli del CCNL riferiti alle posizioni organizzative del comparto.

Riprogettazione del percorso di cura del paziente tra Pronto Soccorso, Ospedale e Territorio
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Amato, Massimo

Riprogettazione del percorso di cura del paziente tra Pronto Soccorso, Ospedale e Territorio : Una sperimentazione presso l'ASST di Mantova come risposta al sovraffollamento / Massimo Amato

Milano : Éupolis Lombardia, [2017]

Project work Afssl

Abstract: Il sovraffollamento dei Dipartimenti di Emergenza Urgenza rappresenta un fenomeno clinico-organizzativo ben noto da decenni in tutti i paesi industrializzati, ma è ancora lungi dall'essere risolto. Esso rappresenta un problema sempre più sentito perché influisce pesantemente sulla qualità e la sicurezza dei servizi sanitari, sulla soddisfazione dell'utenza e il benessere organizzativo. Il progetto presentato si sviluppa all'interno del DEA centrale dell'ASST di Mantova, partendo dal lavoro compiuto dalla Direzione Strategica dal 2015 nel tentativo di risolvere il fenomeno del crowding, ma ponendo l'attenzione su una diversa "presa in carico" del paziente al fine di migliorare tutto il suo percorso assistenziale, a partire all'accesso in Pronto Soccorso fino al suo collocamento nel setting assistenziale più appropriato. La sperimentazione ha origine dall'analisi per processi del percorso del paziente in Pronto Soccorso, arrivando ad identificare i "colli di bottiglia" più rilevanti nell'access block e nei bed-blockers, ovvero le interruzioni dell'iter diagnostico-terapeutico verso il ricovero ospedaliero e dal reparto di degenza alla fase di dimissione. I soggetti che più soffrono di questa disfunzione organizzativa sono i pazienti anziani, che giungono periodicamente in ospedale con il loro livello di complessità clinica e assistenziale. Dopo una stratificazione multidimensionale del paziente in Pronto Soccorso, che permetta di pianificare la presa in carico globale, si disegna un nuovo modello di cura, in base a un vero e proprio risk assessment dell'utente. Nel disegno del progetto si inserisce tra le scelte del medico d'urgenza, oltre che il ricovero e la dimissione, la possibilità di inviare il paziente con un rischio clinico medio-basso presso le unità di "cure intermedie" identificate in modo da migliorare l'appropriatezza clinica e organizzativa di tutta l'ASST e ridimensionare contemporaneamente il fenomeno del sovraffollamento del Pronto Soccorso. Nell'attuale contesto epidemiologico e sociale, il progetto presentato di inserisce in un discorso più ampio, in linea anche con le recenti normative di Regione Lombardia, di community health governance come modello di cura integrata, che sappia comprendere in senso ampio il profilo di complessità del paziente e di tutti i suoi bisogni.

Realizzazione di una cabina di orientamento clinico, assistenziale e sociale qualificato per la presa in carico di persone affette da patologie croniche con compromissione delle autonomie
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Chiozzi, Federica - Bernocchi, Paolo

Realizzazione di una cabina di orientamento clinico, assistenziale e sociale qualificato per la presa in carico di persone affette da patologie croniche con compromissione delle autonomie : dalla valutazione all'attivazione di percorsi di cura / Federica Chiozzi, Paolo Bernocchi

Milano : Éupolis Lombardia, [2017]

Project work Afssl

Abstract: Dal 1/11/2016 al 15/3/2017, in accordo con la LR 23/2015, all'interno della rete ospedaliera territoriale dell'ASST di Lodi, si è sviluppato il progetto sperimentale dell'istituzione di una "cabina di orientamento intraospedaliera" (CDO) , che ha come obiettivo finale quello di definire, dopo valutazione multidimensionale ad opera di un'equipe dedicata (medico, infermiere ed ass. sociale) e utilizzando il modulo di orientamento sociosanitario compilato da chi ha in carico il soggetto, il percorso strutturato e migliore da intraprendere per il pz. La CDO assume il coordinamento dell'intero processo di presa in carico e del percorso di cura attraverso connessioni/interdipendenze organizzative tra UU.OO./servizi ospedalieri e territoriali. Indirizza al percorso più adeguato, sia per trasferimenti interni conoscendo l'occupabilità dei posti letto nelle UU.OO. a valle, che per il ritorno al domicilio con i supporti ed i presidi necessari alla gestione del paziente, che per l'inserimento in strutture della rete d'erogazione territoriale esterna. CDO, UU.OO. acute e subacute (interessate dal progetto) interagiscono tra di loro in modo da effettuare una breve condivisione sul caso inviato tramite le schede previste, segnalare eventuali variazioni cliniche o decisionali dopo la presa in carico, effettuare una valutazione finale prima della dimissione/trasferimento e segnalare eventuali modifiche alla reportistica inviata. Al termine della valutazione si definisce il percorso più idoneo per il paziente e si procede all'invio della richiesta di trasferimento presso l'U.O. individuata (trasferimento interno, Cure intermedie/ex articolo 26 o trasferimento in subacuti). L'Assistente Sociale comporta specifici interventi finalizzati alla definizione del bisogno e all'elaborazione del"progetto assistenziale". Dai 1/11/2016 al 15/3/2017 sono stati utilizzati e analizzati indicatori numerici per la valutazione di performance ed appropriatezza della CDO da cui sono emersi vantaggi e criticità ancora in corso di valutazione ed elaborazione, visto il breve periodo sperimentale. Vantaggi: nuovo modo di lavorare con maggiore integrazione fra UU.OO. con una visione aziendale non frazionata e con maggior conoscenza reciproca delle problematiche delle UU.OO.. Maggior saturazione dei posti letto dei reparti a valle. Problematiche sociali rilevate e prese in carico al momento del ricovero. Migliore individuazione della appropriatezza clinica con lieve riduzione dei tempi di attesa per i trasferimenti e probabile riduzione della degenza media in acuto. Riduzione delle fughe riabilitative presso altre realtà extraregionali (da rilevare) criticità: difficoltà alla penetrazione del nuovo modello organizzativo per scarsa propensione al cambiamento da parte di alcuni. Parziale formazione degli operatori della CDO. Scarsità di risorse umane. Difficoltà nella decisione precoce del miglior setting di trasferimento o di altro servizio per non ancora definita diagnosi e prognosi . Ancora imprecisa rilevazione dei dati e degli indicatori.