Sono disponibili alcuni elaborati (Project work) realizzati dai partecipanti ai Corsi di formazione Manageriali per Direttori di Azienda Sanitaria (DIAS) e Direttori responsabili di Struttura Complessa (DSC) e dai partecipanti ai Corsi di rivalidazione della formazione manageriale organizzati da AFSSL - Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo di PoliS-Lombardia.
Per ogni Project work è visualizzabile una scheda descrittiva dettagliata, con abstract e - in allegato - il testo completo del documento.

SELEZIONE PER TIPO CORSO: DIAS DSC - RIVALIDAZIONE

SELEZIONE PER MODULOSanità pubblica - Organizzazione e gestione - Gestione economico-finanziaria - Risorse umane

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Trovati 298 documenti.

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Analisi e applicazione sperimentale del DM 77
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Castino, Piermauro - Romano, Fabio

Analisi e applicazione sperimentale del DM 77 : Implementazione della progettualità distrettuale / Piermauro Castino, Fabio Romano

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: Il project work è stato l’occasione per approfondire la natura dei cambiamenti negli assetti dell’assistenza sanitaria che sono stati definiti in un disegno unitario che coinvolge l’insieme delle strutture e delle funzioni che compongono l’offerta sanitaria, anche in vista dell’attuazione del PNRR. In questa proposta di modello operativo, si è analizzata l’applicazione pratica del DM77, sul change management, partendo dall’esposizione delle principali caratteristiche e peculiarità dell’assistenza sanitaria sul territorio con un focus particolare sulle Case di Comunità e sugli Ospedali di Comunità, entrambi punto cardine della riforma sia come strumenti essenziali della rete sanitaria territoriale sia come filtro vitale per l’assistenza ed il percorso del paziente, da e verso l’Ospedale. Alcune riflessioni nascono anche alla luce della recente pandemia che ha evidenziato e acuito alcune problematiche che con una nuova organizzazione più vicina al paziente potrebbe di fatto contribuire ad eliminare la netta divergenza tra medicina del territorio e ospedali, che sono risorsa preziosa da proteggere, preservare e rilanciare con una visione futuristica, ma ad oggi imbrigliati in un’opera assistenziale che potrebbe essere allocata diversamente e altrove. Punto centrale di questa esperienza riguarda però l’adozione di un valido sistema di valutazione dei nuovi assetti organizzativi, attraverso l’impiego tempestivo di elementi e modalità valutative e dei feedback, per creare uno strumento, che grazie al coinvolgimento di tutti i livelli di management, contribuisca a creare un nuovo atteggiamento culturale e funzionale sia negli operatori sia negli utenti. È necessario rendere la Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità strutture che si adattino ed crescano nell’ottica di creare un miglioramento delle condizioni di salute di tutti i cittadini che al contempo si crei un impatto positivo anche sulle spese sanitarie globali, grazie ad efficienza, sicurezza ed appropriatezza dei processi di diagnosi e cura. SI è così colta l’occasione di questo percorso di analisi e progettazione per indicare alcuni punti chiave ed obiettivi a breve-medio periodo in termini di proposte di miglioramento organizzativo e di miglior assistenza ai bisogni dei pazienti. MODULOPOL

Progetto aziendale per un modello innovativo nella sanità territoriale
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Leggieri, Teresa Marilena - Madaro, Stefania Anna Rosaria - Manfredi, Antonio

Progetto aziendale per un modello innovativo nella sanità territoriale : sistema multicanale nell’erogazione del servizio trasfusionale domiciliare / Teresa Marilena Leggieri, Stefania Anna Rosaria Madaro, Antonio Manfredi

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: Il presente progetto analizza lo scenario dell’emotrasfusione domiciliari collocandolo nel contesto normativo ed organizzativo attuale (Decreto Ministeriale del 23/05/2022 n. 77, PNRR Missione 6 Salute), con l’obiettivo di definire un nuovo modello di erogazione di servizi sanitari omogeneo sul territorio nazionale, che utilizzi gli strumenti digitalizzati e soddisfi un reale bisogno di assistenza domiciliare. Ad oggi l’infermiere può eseguire la trasfusione sotto la responsabilità del medico che deve essere tempestivamente disponibile in caso di reazioni avverse come previsto dal D.M. Salute del 2/11/2015 – allegato 7, comma F. Pertanto, laddove venga effettuata una emotrasfusione domiciliare, è necessaria la compresenza del medico e dell’infermiere. L’obiettivo, quindi, del project work è stato quello di ipotizzare modalità alternative di erogazione del servizio ed in particolare verificare la fattibilità di un nuovo scenario che prevede, al domicilio del paziente, la presenza dell’infermiere di famiglia e comunità (IFeC) e del caregiver mentre il medico effettua la propria attività da remoto, grazie agli strumenti della telemedicina, pur mantenendo lo stesso livello di responsabilità. Il potenziamento dei servizi domiciliari, dalla televisita, alla teleassistenza, al telemonitoraggio, consente di individuare «la casa come primo luogo di cura» soprattutto per pazienti cronici per i quali è necessario prevedere un consolidamento della modalità di assistenza a distanza finalizzata ad un miglioramento degli outcome di salute. L’analisi si è articolata nelle seguenti fasi: - analisi del contesto normativo esistente con ipotesi di sviluppo evolutivo finalizzato alla ridefinizione dei ruoli sia dell’IFeC, al quale viene attribuita maggiore autonomia, che del medico. - Ridefinizione dei modelli e dei processi esistenti grazie allo sviluppo di servizi sanitari digitali e della telemedicina. - Individuazione delle leve atte al cambiamento sia per gli operatori sanitari che per i pazienti/caregiver coinvolti nel progetto. Tutti dovranno essere formati all’impiego delle nuove tecnologie ed alle nuove modalità di comunicazione; inoltre gli operatori sanitari dovranno saper gestire le emergenze derivanti dal verificarsi di eventi avversi. - Studio di fattibilità sull’ASST Nord Milano. È stata effettuata un’analisi sul numero di emotrasfusioni effettuate nel periodo 2020-2022 presso il domicilio del paziente, le RSA e le strutture ospedaliere con un focus sugli eventi avversi suddivisi per struttura. Inoltre è stata esaminata la procedura operativa che ad oggi regolamenta le trasfusioni a domicilio. Il modello innovativo ipotizzato si basa su una nuova procedura che prevede, presso il domicilio del paziente, la sola presenza dell’IFeC con il medico collegato in teleassistenza. Inoltre si è previsto l’introduzione della cartella elettronica e di un canale telematico dedicato tramite il quale attivare la richiesta da parte del Medico di Medicina Generale o medico specialista. L’analisi si è focalizzata sulle sacche trasfuse a domicilio nell’anno 2021 pari a 170 unità. Il nuovo modello consentirà al medico, collegato da remoto, un risparmio di tempo pari a 40 minuti per ciascuna procedura eseguita, che su base annua genererà una disponibilità di 113 ore da dedicare ad altre attività. Si è infine ipotizzata la scalabilità di tale modello da livello aziendale a livello regionale con una stima della popolazione attualmente gestita. MODULOORG

Nuove opportunità per la Direzione Strategica di sviluppo di un modello organizzativo di integrazione tra ospedale e territorio in specifici ambiti clinici
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Agostinelli, Lenny - Mantoan, Beatrice - Marchetti, Vittorio Ludovico

Nuove opportunità per la Direzione Strategica di sviluppo di un modello organizzativo di integrazione tra ospedale e territorio in specifici ambiti clinici : la diagnostica per immagini e il telemonitoraggio / Lenny Agostinelli, Beatrice Mantoan, Vittorio Ludovico Marchetti

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: Il processo di invecchiamento della popolazione, l’aumento della platea dei soggetti con età superiore ai 65 anni con una o più patologie croniche e/o non autosufficienti, l'esperienza dell’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2, sono tutti elementi che hanno reso non più procrastinabile il potenziamento strutturale e organizzativo della rete dei servizi sanitari. Tale necessità è stata declinata nel contesto italiano, grazie agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nel rafforzamento dell’assistenza territoriale, attraverso sia la creazione di una rete di nuove strutture (Case di Comunità, COT), sia attraverso la promozione di soluzioni di telemedicina e la loro integrazione nell’ambito dei Servizi sanitari regionali. L'obiettivo del progetto è la proposta di un modello organizzativo di riferimento di integrazione tra ospedale e territorio nell’ambito del servizio di Radiologia e del Telemonitoraggio in pazienti con patologie neurodegenerative, sulla base delle nuove indicazioni nazionali, che possa abbracciare un gran numero di pazienti cronici/fragili, tramite le Case di Comunità Hub. Ulteriore obiettivo è la valorizzazione della “casa” come primo luogo di cura, con l’utilizzo di strumenti di Telemedicina e telemonitoraggio, anche per il tramite della COT. La capacità di collegare la residenza del paziente con l’ambiente sanitario è un volano di benefici per i pazienti, le loro famiglie, per gli operatori sanitari, per il servizio sanitario e per la società intera. La metodologia utilizzata è il “diagramma di flusso”, strumento di lavoro che permette di rappresentare graficamente un processo utilizzando un linguaggio universale. Obiettivo del telemonitoraggio è il controllo in tempo reale e nel tempo dell'andamento dei parametri rilevati, permettendo sia il rilevamento di parametri con maggiore frequenza e uniformità di quanto possibile in precedenza, sia la minore necessità per il paziente di eseguire controlli ambulatoriali di persona. I destinatari del servizio di Radiologia all’interno della CdC sono pazienti affetti da patologie croniche o acuzie, inseriti all’interno di un PDTA nazionale o locale, che necessitano di follow-up. Viene previsto anche il servizio di “radiologia domiciliare” per venire incontro alle esigenze dei pazienti prevalentemente anziani/fragili, evitando il trasferimento presso gli ambulatori e i possibili rischi di infezioni, o qualora ci siano delle difficoltà logistiche nell’ effettuazione di esami radiografici. È stata condotta un’analisi sul n. di accessi avvenuti nell’anno 2021 in una Ulss della Regione Veneto, con lo scopo di conoscere la percentuale di accessi inappropriati (codici bianchi e verdi) che avvengono mediamente nel corso di un anno in Pronto Soccorso. Dall’analisi effettuata emerge che il 68% degli accessi è qualificato “inappropriato”: i suddetti accessi, considerati “inappropriati”, secondo il nuovo modello organizzativo, potrebbero essere presi in carico all’interno della Cdc. Si intende quindi, da una parte, sviluppare possibili percorsi che garantiscono un’ ottimizzazione del percorso di cura del Paziente cronico e/o fragile e, dall’altra, diminuire gli accessi impropri al Pronto Soccorso, mediante l’utilizzo dei servizi sanitari della CdC e l’attivazione dell’assistenza domiciliare con l’utilizzo del telemonitoraggio. Il calcolo del bilancio economico, con le informazioni ad oggi disponibili, evidenzia un risparmio nell’adozione del modello descritto che, seppur non estremamente rilevante, verrebbe tuttavia ottenuto a fronte di un miglioramento dei livelli di cura e di soddisfazione del paziente preso in carico. È dirimente, da parte delle Direzioni Strategiche, sostenere un cambio culturale sensibilizzando i professionisti verso un’organizzazione d’ integrazione ospedale-territorio. MODULOORG

La medicina di prossimità nella logica di un’integrazione pubblico-privato
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Bombardieri, Giulia

La medicina di prossimità nella logica di un’integrazione pubblico-privato : un passo avanti per la sanità del futuro : Analisi per l’ambito territoriale dell’ASST Papa Giovanni XXIII e del Policlinico San Pietro / Giulia Bombardieri, Eleonora Botta, Gianluca Cacace, Antonio Piccichè

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: L’organizzazione sanitaria sta evolvendo. L’esperienza della pandemia ha insegnato quanto sia importante potenziare i servizi sanitari territoriali operando vicino alle comunità, consentendo ai cittadini di trovare adeguate risposte ai propri bisogni sanitari, sociosanitari e sociali in prossimità del territorio di residenza. Il project work si focalizza sull'opportunità di creare un modello innovativo di integrazione pubblico-privato per consentire il migliore utilizzo delle risorse mediche specialistiche a disposizione sul territorio di interesse, mettendole a fattor comune sui nuovi percorsi delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità. Il modello è generato dalla cooperazione tra l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Struttura Pubblica e il Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro (BG), Struttura Privata Accreditata. La collaborazione è favorita dalla vicinanza geografica delle due Aziende, che hanno un bacino di utenza sovrapponibile per alcune aree territoriali. Si punta a creare un continuum assistenziale del paziente grazie alla condivisione di percorsi mirati alla presa in carico globale dell’assistito a favore soprattutto di persone socialmente deboli e/o clinicamente fragili, negli ambiti territoriali di Bergamo, della Val Brembana e della Valle Imagna, ambiti di riferimento dell'ASST Papa Giovanni XXIII, oltre che nell'ambito dell'Isola Bergamasca su cui insiste il Policlinico San Pietro. Per valutare la fattibilità sono stati analizzati i dati di attività delle due Strutture nel triennio 2017-2019; sono stati considerati i punti di forza e di debolezza, nonché le opportunità e le minacce della proposta. In tale periodo il 10% dei dimessi dell’ASST Papa Giovanni XXIII proveniva dall’ambito dell’Isola Bergamasca, mentre il 15% dei dimessi dal Policlinico San Pietro proveniva dall’ambito di Val Brembana e Valle Imagna. Anche nel setting del Pronto Soccorso esiste un’interrelazione territoriale tra le due Strutture per gli ambiti di riferimento: circa il 19% degli accessi di Pronto Soccorso del Policlinico San Pietro è relativo a utenti residenti negli ambiti di Val Brembana e Valle Imagna, mentre il 12% dei dimessi dal Pronto Soccorso dell’ASST Papa Giovanni XXIII risiede nell’Isola Bergamasca. Il modello mira a coinvolgere i medici specialisti presenti nelle due Strutture integrandoli con le figure professionali presenti nei nuovi luoghi di cura per una gestione più efficace e completa del paziente cronico, sia presso le Case della Comunità presenti e attivate nel corso del prossimo anno presso l’ASST Papa Giovanni XXIII, sia presso gli Ospedali di Comunità delle due Strutture. Il tutto punta a ridurre i codici minori del Pronto Soccorso e il numero degli abbandoni durante l’attesa, nonché le giornate di degenza inappropriate legate all’indisponibilità di setting di cura alternativi all’ospedale per acuti. L’affidamento con accessi programmati allo specialista presente nella Casa di Comunità di riferimento consente di prevenire le riacutizzazioni di malattia riducendo il ricorso all’accesso ambulatoriale prioritario, avendo il medico di medicina generale un interlocutore che lo può più facilmente supportare nei percorsi di cura. Vogliamo cogliere l’occasione per disegnare una sanità nuova in grado di superare i muri fisici dei classici luoghi di cura sfruttando i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, stimolando i professionisti a creare ponti e salute. MODULOORG

I nuovi Regolamenti Europei MDR e IVDR e gli effetti sull’HTA
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Brando, Antonio

I nuovi Regolamenti Europei MDR e IVDR e gli effetti sull’HTA : proposta di un nuovo modello operativo per semplificare l’early assessment delle tecnologie sanitarie emergenti / Antonio Brando

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: L'introduzione dei nuovi Regolamenti dell’Unione Europea 2017/745 e 2017/746 in sostituzione alle precedenti Direttive 93/42/CEE, 90/385 CEE e 98/79 CEE, in vigore da oltre 20 anni, ha reso molto più complesso l'iter necessario per il conseguimento del marchio CE dei dispositivi medici e diagnostici in vitro. Obiettivo strategico del presente Project Work è approfondire il tema della certificazione dei DM e IVD e proporre una razionalizzazione del processo all’interno dei flussi esistenti nel contesto regionale e nazionale attraverso un modello pratico che semplifichi l’early assessment dei dispositivi medici e diagnostici in vitro emergenti mediante la sinergia e lo scambio delle informazioni con il produttore del dispositivo, già durante la fase precedente al rilascio del certificato CE da parte dell’Organismo Notificato. Si propone il potenziamento e l’implementazione del portale sperimentale già realizzato da Regione Lombardia chiamato Smart & Touch ID affinché diventi un collettore, riservato ai produttori, per l’invio dei fascicoli tecnici dei dispositivi già nella fase istruttoria delle pratiche necessarie per il rilascio del certificato CE. Poter disporre di uno strumento informatico evoluto in grado di acquisire le informazioni tecniche relative ai dispositivi emergenti dai produttori già nelle fasi che preludono e conducono al rilascio del certificato CE, può garantire un efficientamento del processo di HTA, nelle sue prime fasi, riducendo le risorse allocate mediante il trasferimento dei costi sul produttore del dispositivo e sull’organismo notificato, nonché favorendo una più veloce adozione delle nuove tecnologie da parte delle strutture e degli operatori sanitari. MODULOORG

L’integrazione pubblico-privato nel futuro dell’assistenza territoriale
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Campese, Maria Grazia

L’integrazione pubblico-privato nel futuro dell’assistenza territoriale / Maria Grazia Campese

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: Il quadro demografico attuale delinea un bisogno crescente di servizi sociali e sanitari. La risposta a questo bisogno è attualmente insufficiente, frammentata, spesso inappropriata e soprattutto lasciata alla proattività del singolo nel cercare servizi e assistenza. A questo si aggiunge l’eccessivo ricorso alla struttura ospedaliera anche per prestazioni a bassa complessità, che intasano gli ospedali e delle cui conseguenze abbiamo avuto evidenza in maniera eclatante durante la pandemia. Una nuova articolazione del modello di assistenza territoriale può ribaltare questa prospettiva e fare in modo che il sistema crei le condizioni per muoversi verso i pazienti, prendendoli in carico in maniera appropriata, agevolandoli nei percorsi di accesso alle cure e al benessere personale, prevenendo aggravamenti e ricoveri non necessari, così come forme depressive e di deperimento dovute a isolamento e solitudine. Questo significa promuovere sul territorio una reale medicina di prossimità. Andare verso un modello di questo tipo richiede però che i sistemi sanitari si trasformino da organizzazioni verticali chiuse, in organizzazioni aperte sul territorio, collaborando con gli enti locali e con i cittadini, da considerare non più come utenti ma come veri e propri co-produttori di salute. Il coinvolgimento della comunità rappresenta un vero e proprio potenziale rispetto allo sviluppo di modelli promozionali per la salute. L'obiettivo è quello di attivare una pluralità di attori, promuovendo processi partecipativi e sostenendo la cooperazione e l'integrazione fra istituzioni locali e fra queste ed i portatori di interessi socio-sanitari, sociali ed economici. Il terzo settore, da questo punto di vista, rappresenta una forza radicata e distribuita sui territori in grado di mobilitare risorse, di attivare risposte innovative, sinergie, integrazione, ponendo in essere quel sistema a filiera che meglio risponde ai nuovi bisogni di salute, specie quelli connessi alla cronicità e alla non autosufficienza. È in questo modello di collaborazione che infatti si possono massimizzare le opportunità in termini di integrazione di competenze, penetrazione territoriale e capacità di agire logiche di community bulding e community engagement. Lo scopo di questo lavoro, in particolare, è proporre nel sistema di assistenza territoriale una modalità innovativa di implementazione delle case di comunità che parta da un orizzonte condiviso, che ha a che fare con la personalizzazione come obiettivo della cura. Al fine di realizzare questo obiettivo, nel documento si evidenzia che la governance non è un elemento neutro, ma in grado di condizionare in maniera decisiva le ricadute del nuovo impianto di assistenza territoriale. Da qui la forza con la quale si propone un modello che ingaggi una pluralità di interlocutori, inclusi il terzo settore e i destinatari stessi dei servizi, nella sfida di trasformare le case di comunità da spazi prestazionali a infrastrutture sociali. La riforma dell’assistenza sarà tanto più incisiva, quanto più si potrà fare riferimento a governance sperimentali, uniche in grado di ridefinirsi ogni volta che si modificano i bisogni, e si considererà la distinzione tra spazio e luogo, incardinando nel modello la dimensione degli scambi relazionali e della reciprocità come leve fondamentali in tutte le fasi : valutativa, progettuale, erogativa e di valutazione dell’impatto. MODULOORG

RSA e Post COVID
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Mercuri, Alfonso - Pozzati, Stefania - Stocchero, Giuliano

RSA e Post COVID : proposta di un modello organizzativo innovativo e sostenibile / Alfonso Mercuri, Stefania Pozzati, Giuliano Stocchero

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: Che ruolo hanno le RSA nel Sistema Sanitario Lombardo? Quale ruolo possono avere le RSA nella risposta al bisogno di salute degli anziani al domicilio? Sono domande che aprono una serie di possibilità di esplorare modelli organizzativi e di presa in carico alternativi, che siano in linea con l’attuale contesto sociosanitario lombardo e con la scarsità di alcune risorse, divenuta ormai strutturale per il sistema sanitario regionale. Il PW traccia le linee di sviluppo di un nuovo modello di presa in carico che punta sul ruolo del Medico della RSA quale process owner della salute dell’anziano al domicilio, con particolare riferimento alla popolazione che è patrimonio di conoscenza delle RSA; dunque, l’anziano ultra 65 enne fragile e pluripatologico. Nell’elaborato si definisce un percorso organizzativo di sperimentazione, evidenziando gli indicatori di riferimento e i risultati attesi attraverso il process mapping, la costruzione della matrice delle responsabilità e la definizione del GANTT. Si è inoltre indagata con attenzione la sostenibilità economica che deve prevedere sia la cessazione di attività da parte dei medici di base, sia il potenziale investimento in nuova tecnologia per differenziare le modalità di presa in carico e i bisogni da parte della popolazione target dell’iniziativa. Le RSA sono pronte, da tempo, ad assumere un ruolo attivo nella definizione delle Politiche Sociali e Sanitarie: la Politica, ora, deve essere pronta a co-costruire percorsi di salute che partano dalle competenze del sociosanitario. MODULOORG

La trasformazione del percorso riabilitativo nel sistema regionale lombardo
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Miglioranza, Marika

La trasformazione del percorso riabilitativo nel sistema regionale lombardo : la conversione dei posti letto di riabilitazione in posti tecnici di macro-attività ambulatoriale complessa / Marika Miglioranza

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: La proposta progettuale si pone quale obiettivo primario di traguardare la transizione dal modello di presa in carico riabilitativa tramite ricovero al modello di riabilitazione ambulatoriale ad alta complessità, in una dimensione di valorizzazione dell’assetto organizzativo-gestionale volto a fornire la risposta migliore al bisogno riabilitativo espresso dal territorio. Si muove dalla valutazione della portata della riforma in termini sia di efficientamento, utilizzo razionale delle risorse e appropriatezza delle cure, sia di approccio clinico, di tempi e di tempestività degli interventi, con il fine di promuovere l’evoluzione del ricovero verso una dimensione ambulatoriale complessa, orientata a conseguire una più puntuale soddisfazione del bisogno di cura del paziente cronico e fragile. Il modello riabilitativo ambulatoriale ad alta complessità, in attuazione di piani terapeutici specialistici mirati, appare in grado di incidere sull’adeguatezza quali-quantitativa delle cure, nonché sulla personalizzazione della presa in carico, oltre che contribuire ad aumentare, a parità di condizioni rispetto al ricovero diurno, la capacità erogativa di prestazioni garantendo contestualmente, quale punto base, la casa del cittadino cui è altresì garantito l’accesso a servizi gratuiti collaterali normativamente previsti, quali il trasporto domicilio-ambulatorio. Il progetto prende spunto dallo studio dei dati aggregati di Regione Lombardia e di ATS Milano circa gli esiti della trasformazione dei posti letto di riabilitazione in posti tecnici di MAC, nonché dei fattori produttivi di dettaglio che caratterizzano esperienze concrete di riabilitazione in ambito socio-sanitario. La sperimentazione si propone di dimostrare la replicabilità a livello regionale dell’ipotesi riorganizzativa dell’offerta riabilitativa analizzata, il modello delle MAC in ambito sanitario, anche nell’ambito della presa in carico riabilitativa socio-sanitaria: per struttura, dimensione e caratteristiche clinico-assistenziali le MAC garantiscono l’aumento della capacità erogativa di prestazioni riabilitative, riducendo il tasso di ospedalizzazione del paziente cronico e fragile, fino ad intercettare i bisogni riabilitativi complessi espressi dal territorio. Il progetto contribuisce altresì ad una riflessione ulteriore volta a ripensare, nell’ambito del percorso riabilitativo, la rigida distinzione tecnico-normativa tra ambito sanitario e sociosanitario, per la valorizzazione di una presa in carico integralmente considerata e non più segmentata, a garanzia della migliore risposta al bisogno prima individuale, poi collettivo, di tutela del bene salute. MODULOORG

La rete di offerta territoriale integrata
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Milesi, Marco

La rete di offerta territoriale integrata : una risposta globale al bisogno di salute dell'utente cronico e pluripatologico / Marco Milesi

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: Il presente progetto pone le basi per la creazione di una filiera di cura organizzata e sistematizzata, attraverso una rete che garantisca all’utente cronico e pluripatologico un percorso di cura integrato. Il progetto vuole mettersi nel solco di questo ragionamento, avviando dapprima in via sperimentale e poi strutturandola come modo di agire standardizzato, una collaborazione che davvero abbia l’intento di una presa in carico territoriale integrata. Il panorama delle cure territoriali e domiciliari è assai variegato e dispersivo e il cittadino quasi sempre si trova spaesato nella scelta dell’unità di offerta più idonea. Ad aggravare la situazione c’è poi la scarsa conoscenza e la limitata proattività da parte dei MMG nell’indirizzare il cittadino verso un percorso adeguato alla sua complessità socio-sanitaria. E’ diventato ormai imprescindibile strutturare in modo davvero integrato l’offerta, sviluppando strumenti innovativi come il “PAI Integrato (PAII)”, nell’ottica di strutturare un vero percorso personalizzato di continuità assistenziale. Questi strumenti di cura, utilizzati per un periodo sperimentale adeguato, forniranno le informazioni per definire un congruo “Budget di cura” che permetterà di programmare in modo integrato i servizi socio sanitari assistenziali a livello regionale e di ATS. Il progetto sperimentale può essere avviato in una realtà privata accreditata nel territorio cremonese e, una volta a regime, potrebbe collegarsi alla Centrale Operativa Territoriale di ASST, creando una fattiva collaborazione tra pubblico e privato accreditato. MODULOORG

Implementazione di una Rete socio-sanitaria efficace ed efficiente per l'utenza e per gli operatori in un Distretto di nuova realizzazione
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Zanolli, Luigi - Naso Marvasi, Roberto

Implementazione di una Rete socio-sanitaria efficace ed efficiente per l'utenza e per gli operatori in un Distretto di nuova realizzazione / Luigi Zanolli, Roberto Naso Marvasi

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: L’elaborato si pone l’ obiettivo strategico di progettare una Centrale Operativa Territoriale (COT) e una Casa di Comunità di nuova realizzazione afferente all’ ASST Santi Paolo e Carlo nel contesto del Municipio 7 di Milano. L’obiettivo specifico è implementare una rete efficace ed efficiente dei servizi socio-sanitari all’interno del territorio del Municipio 7 preso in considerazione, inteso come nuova sede distrettuale secondo il Decreto Ministero della Salute 23 maggio 2022 n.77, mettendo in collegamento l’implementazione della COT e la sperimentale Casa della Comunità con una rete di Medici di medicina generale ed alcune Unità di Offerta di servizi socio-sanitari per la fragilità del medesimo territorio. La Metodologia utilizzata prevede l’ analisi del contesto normativo specifico, l’ analisi del contesto territoriale, considerando le risorse sanitarie attualmente in forza al Municipio 7 oltre che i dati in possesso relativi alla cronicità della popolazione presa a campione. L’adeguamento strutturale ed impiantistico dell’ immobile di via Stromboli individuato tra le strutture sanitarie esistenti disponibili in gestione di ASST- ATS rappresenta l’ aspetto economico di maggiore rilievo. Vengono valutate le risorse necessarie relative per lo start up organizzativo. I risultati attesi del modello proposto, possono rappresentare un primo livello sperimentale per essere considerati utili ed “esportabili” per l’implementazione di percorsi analoghi in termini di efficacia ed efficienza sia per gli operatori socio-sanitari che per l’utenza sia per altri medici operanti nello stesso territorio del Municipio 7 sia per servizio socio sanitari di distretti diversi da mettere in rete. MODULOORG

L’organizzazione delle reti Hub & Spoke nei programmi PNRR sulla ricerca biomedica e traslazionale
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Scuttari, Alberto

L’organizzazione delle reti Hub & Spoke nei programmi PNRR sulla ricerca biomedica e traslazionale / Alberto Scuttari

Milano : PoliS-Lombardia, 2022

Abstract: Il PNRR ha stanziato ingenti risorse per il potenziamento della ricerca biomedica e traslazionale, tramite l’investimento denominato “Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN” (componente 2 della Missione 6 “Salute”). Il Piano Nazionale Complementare (PNC), ha rafforzato tale investimento attraverso misure integrative fra le quali l’“Ecosistema innovativo della salute”, che integra la componente 2 della Missione 6 “Salute” e le “Iniziative di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito Sanitario e Assistenziale”, che integra la componente 2 della Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, sulla quale è anche stata finanziata la costituzione di un “Centro Nazionale in Terapia genica e Farmaci con tecnologia a RNA”. La struttura organizzativa comune a queste iniziative è la rete di tipo “Hub & Spoke”, dove le strutture Hub devono essere emanazione delle Università, nella Missione 4, e degli Enti del SSN, nella missione 6. Dopo aver analizzato le varie linee di finanziamento dei progetti di ricerca biomedica e traslazionale, contenute sia nella Missione 6 che nella Missione 4 del PNRR (capitoli 1 e 2), il project work analizza le forme di coordinamento previste fra tali iniziative (capitolo 3) e lo strumento dei progetti bandiera delle Regioni (capitolo 4). Nei capitoli 5 e 6 si affrontano due casi, riguardanti progetti realizzati mediante reti di tipo Hub & Spoke, approvati e finanziati su fondi PNRR: il progetto DARE (Digital Lifelong Prevention) e il progetto “Centro Nazionale in terapia genica e farmaci con tecnologia a RNA”. Sulla base di tali analisi, nel capitolo 7, vengono esplicitate le caratteristiche peculiari di questo tipo di reti, e individuate le principali differenze rispetto alle reti professionali e alle reti di integrazione territoriale. La gestione delle reti Hub & Spoke nei progetti di ricerca biomedica e traslazionale del PNRR richiede una metodologia di approccio rivolta alla gestione del progetto (capitolo 8), con utilizzo delle tecniche di project management nella gestione delle fasi di avvio, pianificazione, realizzazione, controllo e chiusura delle attività. Infine, nei capitoli 9 e 10, vengono considerati ed analizzati i punti di attenzione che una direzione strategica dovrebbe avere nei confronti degli impatti che tali progettualità hanno sulla dimensione operativa e sulla pianificazione strategica. Tali impatti sono differenti in relazione al ruolo svolto nel progetto (titolare, attuatore, realizzatore). Nella gestione operativa essi coinvolgono la contrattualistica, la contabilità, il procurement, le risorse umane e la ricerca clinica. Gli impatti sulla dimensione strategica implicano la definizione del posizionamento aziendale rispetto ai nuovi strumenti di cura e alle nuove tecnologie, valutazioni sulla sostenibilità futura delle progettualità finanziate e sulle sinergie che queste possono avere fra di loro e con la programmazione già in essere. MODULOORG

Verso un’anagrafe della fragilità
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Riva, Iorio

Verso un’anagrafe della fragilità : Dai codici fiscali alla conoscenza delle persone all’organizzazione di network territoriali / Iorio Riva

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: I servizi alla persona da sempre vivono in connubio profondo con le comunità di riferimento: a Bergamo stanno affrontando la sfida più difficile della loro storia, i segni del trauma epidemico Covid-19 sono tangibili non solo sulle persone ma anche sugli operatori. Oggi abbiamo bisogno soprattutto di non farci trovare impreparati, sono essenziali interventi rapidi a sostegno delle persone in condizione di fragilità, interventi che vanno ben al di là degli indispensabili contributi economici, perché c'è bisogno di sostenere e ripensare le relazioni, raccogliere e far memoria di ciò che è stato, piangere chi si è perso, rimettere al "centro" il senso del legame sociale, questione cardine dello sviluppo del territorio. In quest’ottica si è pensato di costruire un progetto denominato Anagrafe della Fragilità a livello territoriale e provinciale, con l’obiettivo di proteggere e prendersi cura dei soggetti più vulnerabili, verificandone a livello domiciliare le condizioni di protezione sociale, monitorando l’evoluzione delle situazioni personali, promuovendo le condizioni per la costruzione di network integrati sociosanitari di sostegno familiare e comunitario, ATS di Bergamo ha costruito negli anni un modello operativo d’integrazione tra dati clinici, sociosanitari e socio-assistenziali, proponendo una stratificazione epidemiologica della popolazione in provincia di Bergamo. L’analisi effettuata ha permesso di individuare una stratificazione della popolazione rispetto alle condizioni di salute e di benessere sociale. La nostra attenzione si focalizza, per il progetto ipotizzato, sulle persone identificate, 9087 che evidenziano una fragilità globale, quindi: fragilità clinica rilevante & fragilità socio assistenziale media ed elevata. Queste famiglie sono state quindi contattate con la proposta di una visita domiciliare e di un’intervista semi strutturata per verificare la loro condizione di protezione sociale. A livello provinciale, hanno aderito alla ricerca 3579 persone, cui esiti sono stati trasferiti su schede informatizzate, da cui emerge che: - il 50% delle persone fragili incontrate non verte in situazioni di particolari criticità sociali; - il 48% del target di progetto è in una situazione di moderata criticità (nella maggior parte dei casi la persona presenta livelli di non autosufficienza, ma l’andamento moderato è frutto della presenza di almeno un caregiver all’interno della famiglia); • il 2% si trova in condizione di grave criticità sociale. Emergono inoltre una varietà di bisogni trasversali delle persone nelle comunità locali, quali: - un livello elevato di stress dei caregiver (burden) conseguente al carico individuale da loro sperimentato nello svolgimento dell’assistenza; - la richiesta di punti di riferimento stabili al fine anche di una maggior facilità nella raccolta di informazioni, di orientamento e di indirizzo; - il bisogno di potenziamento e di maggior flessibilità dei Servizi Domiciliari, di Servizi di prossimità e di Continuità Assistenziale a favore dei cittadini fragili. La traduzione operativa della ricerca pone quindi la necessità di attivare rapidamente interventi a sostegno delle persone in condizione di fragilità, che al di là dei contribuiti economici, mirino a potenziare i supporti terapeutico - assistenziali - relazionali, con un’attività di prevenzione ed un modello di gestione sociosanitaria integrato con l'implementazione ed il coinvolgimento delle reti informali di supporto territoriale. Il tutto finalizzato ad un ripensamento delle strategie sociali e sanitarie che, mettendo al centro il benessere complessivo della persona, possano garantire a tutti un’effettiva cittadinanza sociale e una continuità assistenziale della cura e del prendersi cura. Questo sopra implica quindi lo sviluppo di interventi ed azioni che: o riconoscano e prevengano nuove forme di vulnerabilità sociale; o costituiscano un’ integrazione tra le diverse reti di servizi alla persona presenti sul territorio, promuovendo una sussidiarietà sia verticale che orizzontale; o favoriscano il recupero della genitorialità o della socialità di comunità per le condizioni di carenza o assenza di reti parentali; o promuovano la salute e il benessere psicofisico delle persone in condizione di fragilità. Nel presupposto che la costruzione di servizi o la definizione delle modalità di erogazione di questi, sono da adeguarsi al livello di complessità sociale, nell’assunto epidemiologico che il dato contribuisce alla conoscenza che si sviluppa secondo un principio di vissuto costruttivista, conversazionale, narrativo, in una prospettiva di sapere non assoluto, ma situato e contingente, in cui la significazione viene attribuita agli eventi attraverso costanti processi di costruzione congiunta e negoziazione condivisa. MODULOORG

Modifiche strutturali del Centro Grandi Ustionati e di percorso del paziente, finalizzati a limitare le infezioni ospedaliere
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Baruffaldi Preis, Franz Wilhelm

Modifiche strutturali del Centro Grandi Ustionati e di percorso del paziente, finalizzati a limitare le infezioni ospedaliere / Franz W. Baruffaldi Preis

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Presso l’Ospedale Niguarda si sono raccolti i dati relativi agli isolamenti microbici ed ai test di antibioticosensibilità ottenuti dai campioni inviati al Laboratorio di Microbiologia, provenienti da pazienti con ustioni superiori al 20% di SCU dal 2015 al 2020. I dati hanno riportato una crescita esponenziale di casi di pazienti colonizzati da microorganismi meticillinoresistenti (MRSA). Ciò ha creato un aumento dei tempi di degenza e una relativa riduzione dei posti letto con una saturazione superiore a quella richiesta dai parametri Europei Si sono analizzate le cause di questa contaminazione e i ceppi batterici interessati. E’ stato analizzato il percorso che i pazienti portatori di importanti lesioni tegumentali attualmente fanno e la presa in carico dello specialiizzata ustionologo al fine di comprendere i momenti di criticità. Sula base dei giorni di degenza e del consumo di farmaci è stato quantizzato il danno economico se paragonato al paziente negativo a microorganismi meticillinoresistenti Sono state studiate modifiche logistiche per quanto riguarda l’isolamento dei soggetti e la protezione da agenti microbiologici in fase di accettazione e di trattamento chiurgico. Lo scopo è quello di approntare un piano di fattibilità da presentare alle autorità competenti al fine i riallineare la struttura alle richieste Nazionali e Europee. MODULOORG

Progetto di miglioramento dei processi del controllo ufficiale nella produzione primaria
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Brenzoni, Laura Gemma

Progetto di miglioramento dei processi del controllo ufficiale nella produzione primaria / Laura Gemma Brenzoni

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: La legislazione europea in materia di salute animale ha l’obiettivo di garantire un elevato livello di salute umana e animale, lo sviluppo dell’agricoltura e l’incremento della produttività, contribuendo in modo determinante alla realizzazione di un mercato interno per animali e loro prodotti e alla prevenzione della diffusione delle malattie infettive. Le Autorità competenti degli Stati Membri hanno la responsabilità di fare rispettare la legislazione europea in materia di filiera agroalimentare predisponendo controlli ufficiali, a intervalli regolari, sulla base del rischio e con frequenza adeguata in tutti i settori in merito a tutti gli operatori, le attività, gli animali e le merci. ATS Brescia è l’autorità competente in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti di origine animale relativamente al territorio di propria competenza, tramite il Dipartimento Veterinario e Sicurezza degli Alimenti di origine animale. I controlli sul settore della produzione primaria (allevamenti) vengono eseguiti da medici veterinari afferenti a due “aree disciplinari” distinte (sanità animale e igiene degli alimenti e delle produzioni zootecniche), con conoscenze specifiche diverse, in base ad una programmazione annuale sempre più condivisa e integrata tra le due aree. La crescente complessità dei controlli ufficiali nel settore della produzione primaria, che si accompagna ad una sempre maggiore specializzazione da parte dei veterinari ufficiali, rischia di costituire un ostacolo per un approccio “olistico” verso l’allevamento: il veterinario, concentrato su aspetti di specifica competenza della propria disciplina, può sottovalutare alcune carenze che ricadono nell’ambito dell’altra disciplina, rilevabili anche in assenza di preparazione specifica e che richiedono di essere gestite. L’obiettivo è di migliorare l’efficienza e l’efficacia dei controlli ufficiali negli allevamenti, in quanto si estende lo scopo del singolo controllo ufficiale e i controlli vengo indirizzati laddove il rischio è maggiore. Viene quindi identificata una modalità operativa che mette il veterinario ufficale nelle condizioni di prendere i necessari provvedimenti a seconda dei casi (immediata rimozione delle “non conformità” maggiori o segnalazione all’altra area delle “non conformità” minori), con il coinvolgimento dei veterinari dell’altra disciplina, secondo una procedura condivisa tra il personale. La messa in atto di tale modalità operativa migliora l’appropriatezza del controllo ufficiale e valorizza la figura professionale del veterinario quale operatore di sanità pubblica. MODULOORG

Implementazione del percorso di Televisita per Pazienti Cronici con patologie specialistiche
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Turrini, Mauro - Clerici, Raffaella

Implementazione del percorso di Televisita per Pazienti Cronici con patologie specialistiche / Mauro Turrini, Raffaella Clerici

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: L’avvento della pandemia COVID-19 e la conseguente focalizzazione sull’emergenza ospedaliera hanno reso necessaria una profonda rivalutazione delle modalità assistenziali erogate delle aziende sanitarie, imponendo in primis la necessità strategica e operativa di garantire la continuità di cura dei pazienti giudicati come prioritari. L’attività ambulatoriale, in particolare quella rivolta ai cronici, è risultata il settore più pesantemente colpito dalle trasformazioni della logistica interna indotte dalla pandemia, registrando il più elevato tasso di drop-out e sospensioni. Riconoscendo in questo punto un forte elemento di criticità del percorso dei pazienti fragili e con patologie croniche, ci siamo posti l’obiettivo di disaminare le attuali modalità organizzative aziendali e identificare i nodi potenzialmente critici sui cui agire per rispondere adeguatamente ai bisogni di salute della popolazione. Partendo dalla analisi dei bisogni, delle criticità e delle caratteristiche dei pazienti afferenti alle realtà di Ematologia e Neurologia, abbiamo identificato negli strumenti di sanità digitale un elemento concreto di innovazione organizzativa nel processo assistenziale per l’erogazione dei servizi sanitari oggetto di attenzione. La proposta prevede l’attuazione di prestazioni di Telemedicina Specialistica a pazienti cronici adulti affetti da patologie ematologiche o neurologiche in cura presso la nostra azienda sanitaria, con finalità di monitoraggio, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. L’erogazione del servizio è prevista tramite una relazione medico-paziente diretta secondo il modello Business to Consumer, con valutazioni periodiche cadenzate secondo la necessità clinica ed erogazione delle visite in tempo reale con possibilità di interazione diretta con paziente e caregiver. Si prevede la creazione di un modello organizzativo completo con definizione capillare del percorso, comprensivo di modalità di attuazione, accesso, erogazione, formazione, espressione del consenso, privacy e rendicontazione. Gli obiettivi che si pone il presente modello di riorganizzazione strategica sono: i) viraggio verso un modello multicanale con conversione in modalità da remoto di almeno il 20% delle prestazioni erogate a pazienti cronici; ii) assicurare equità nell’accesso alle cure anche da territori decentrati, caratteristica distintiva della nostra realtà locale, minimizzando il rischio infettivo; iii) garantire un supporto alla gestione delle cronicità con un canale di accesso all’alta specializzazione, una continuità del trattamento di cura e un potenziale ausilio per i servizi di emergenza-urgenza. L’analisi costo-beneficio del percorso di Telemedicina specialistica in relazione al setting tradizionale conferma il netto vantaggio della gestione da remoto (ratio benefici/costi >1), evidenziando un elevato risparmio in termini di giornate lavorative da parte di paziente/caregiver. Prendendo in considerazione la popolazione di pazienti a più elevata fragilità e aumentata assitenzialità, tale vantaggio risulta ulteriormente massimizzato (ratio benefici/costi >3). La validità del percorso di Televisita verrà inoltre valutata in maniera prospettica monitorando specifici indicatori di performance, tra cui: i) volume delle prestazioni erogate in relazione alla possibile copertura target; ii) stabilità del servizio con analisi del drop out diretto da parte dei pazienti e della riformulazione di visita in presenza per riscontro di problematiche emergenti; iii) outcome in termini di riduzione delle ospedalizzazioni; iv) outcome in termini di Quality of Life (pazienti e caregiver) e gradimento da parte degli utenti. MODULOORG

Analisi del servizio trasporti interni presso l'ASST di Crema
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Viganò, Giovanni <1970- > - Salinitri, Giuseppe - Chiapparino, Roberto

Analisi del servizio trasporti interni presso l'ASST di Crema / Giovanni Viganò, Giuseppe Salinitri, Roberto Chiapparino

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Il project work è a prevalente valenza organizzativa, in quanto si propone di analizzare l’assetto organizzativo e funzionale del servizio di trasporto interno dei pazienti presso l’ASST di Crema. Il servizio è appaltato a ditta esterna. Il trasporto dei pazienti all’interno dell’ospedale è un servizio strategico per il funzionamento dell’azienda sanitaria stessa. Deve infatti adeguarsi all’organizzazione dei reparti, che all’interno delle loro attività routinarie devono vedere espletato il servizio nei tempi e nei modi corretti per poter garantire a loro volta le cure ottimali ai pazienti. L’obiettivo principale del presente project work è l’analisi del servizio effettuato per ricercare la presenza di inefficienze. La quantificazione dei volumi e delle modalità in cui il servizio è svolto ci ha permesso di rilevarne anche l’efficacia e la qualità percepita dai pazienti e dagli operatori aziendali che attivano il servizio. Altri elementi di valutazione sono stati i tempi di attesa, dei tempi di processo, che ci hanno permesso di stabilire eventuali necessità di potenziamento del servizio in alcune fasce orarie o la riduzione in altre, puntando a un ottimale percentuale di utilizzo del servizio in tutte le fasce in cui esso viene svolto. Si è quindi cercato di individuare gli elementi di criticità nella interazione delle risorse umane di un servizio a gestione esterna, ma con una forte interfaccia con il personale aziendale, correggere e modificare l’organizzazione laddove necessario. L’analisi dei dati effettuata ha avuto come scopo finale far capire se ciò che è stato chiesto nel bando di gara, e poi concordato con l’ente appaltatore, è veramente ciò che serve all’azienda, dove lo stesso debba essere migliorato nell’immediato e da considerare alla scadenza per l’affidamento di un nuovo incarico. I dati ottenuti hanno permesso di individuare quindi le inefficienze e formulare una nuova strategia organizzativa da proporre con il nuovo capitolato tecnico, nel quale l’azienda chiede al mercato un’offerta per l’espletamento del servizio con il migliore rapporto qualità/prezzo. MODULOORG

Servizio psichiatrico di prevenzione e riabilitazione precoce multidisciplinare integrato
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Chierici, Stefania - Raviglione, Federico - Toscano, Marco

Servizio psichiatrico di prevenzione e riabilitazione precoce multidisciplinare integrato / Stefania Chierici, Federico Raviglione, Marco Toscano

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Il Project Work in questione prevede la realizzazione di un nuovo modello di Servizio Psichiatrico di Day Hospital, per pazienti subacuti, che tenga conto dell'evoluzione del bisogno in ambito neuropsichiatrico e riabilitativo alla luce dell’importante cambiamento avvenuto, negli ultimi anni, nell’utenza della Salute Mentale. Il servizio è pensato facendo astrazione dalla specificità della diagnosi bensì aggregando i pazienti per natura del bisogno e livello di assistenza necessario. L’uso oramai epidemico di sostanze voluttuarie (sia sostanze tradizionali che nuove sostanze) determina un progressivo spostamento dell’attività di ricovero in ambito psichiatrico verso le fasce di popolazione più giovane. I danni neurocomportamentali connessi all’abuso di sostanze sono evidenti sin dagli esordi del disturbo, tanto che i professionisti della salute mentale si trovano a fronteggiare quadri clinici “atipici” sia per modalità di presentazione che di decorso nel tempo. Tali quadri rispondono poco e male ai consueti trattamenti farmacologici e sono caratterizzati, da subito, da un rilevante impairment cognitivo, funzionale e sociale. Il Project Work intende ipotizzare la strutturazione di un Servizio di Degenza diurna Neuropsichiatrica per utenti all’esordio, a partire dai 14 anni, con un intervento di riabilitazione ad ampio spettro di natura neuromotoria, neurocomportamentale e psicoeducativa. La precocità dell’intervento neuroriabilitativo, su pazienti almeno parzialmente stabilizzati sul piano clinico, può essere strumento di cura dell’episodio critico nonché di prevenzione terziaria del danno e rappresentare un canale sicuro di aggancio al territorio di riferimento in un’ottica di continuità delle cure. Il Project Work oltre a definire gli standard organizzativi, i percorsi di cura, indicatori di processo e di esito nonché gli investimenti necessari al funzionamento del servizio, ha inteso definire anche i volumi minimi di erogazione del servizio, oltre agli elementi di forza, debolezza, opportunità e minaccia. MODULOORG

Implementazione di un ambulatorio “virtuale” per i controlli dei dispositivi impiantabili
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Lettieri, Corrado - Parogni, Pierpaolo

Implementazione di un ambulatorio “virtuale” per i controlli dei dispositivi impiantabili / Corrado Lettieri, Pierpaolo Parogni

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: Premessa: Il numero di impianti di pacemaker e defibrillatori è significativamente aumentato nell’ultima decade a causa delle nuove indicazioni emerse dalle Linee Guida. Il follow-up di questi pazienti che spesso richiedono un follow-up intensivo con visite frequenti (cliniche e del dispositivo) determina un carico di lavoro crescente per i centri di elettrostimolazione. Un limite dei follow-up tradizionali (accesso del paziente all’ambulatorio specifico) è rappresentato dall’acquisizione ritardata delle informazioni diagnostiche memorizzate dal dispositivo che se acquisite tempestivamente possono invece facilitare interventi terapeutici tempestivi con conseguenti benefici per il paziente, sia in termini di mortalità che di riduzione dei ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco. Il monitoraggio remoto dei dispositivi, che permette di fornire alla struttura ospedaliera un flusso continuo e automatico di informazioni relative allo stato del dispositivo e a variabili cliniche, può facilitare la gestione di queste problematiche. Obiettivi: Riduzione del numero di visite in ospedale per pazienti con dispositivi cardiologici impiantabili con conseguente riduzione delle liste di attesa e della potenziale esposizione all’infezione SARS COV-2. Riduzione del tempo medico e riduzione dei costi per la società legati alla perdita di giornate lavorative per pazienti e caregiver. Metodi: Attualmente stiamo implementando una nuova modalità operativa per cui l’attività di controllo remoto, storicamente affidata ai medici dell’Elettrofisiologia, possa essere eseguita da personale tecnico ed infermieristico appositamente formato, con una supervisione del medico. Risultati attesi: Con l’implementazione di questa modalità operativa ci aspettiamo i seguenti risultati: a) un aumento del numero di pazienti arruolabili in questo percorso, in quanto il numero di accessi non è più vincolato alla apertura di sedute ambulatoriali aggiuntive in presenza del medico; b) riduzione del 50% del numero di visite in ospedale; c) riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco. Conclusioni: L’utilizzo estensivo della telemedicina nel controllo dei dispositivi impiantabili, associato allo sviluppo di competenze specifiche di figure professionali sanitarie non mediche può determinare vantaggi clinici per il paziente, una riduzione delle liste di attesa, dei costi sociali e l’ottimizzazione dell’impiego del personale medico. MODULOORG

Telemedicina e follow up dei pazienti oncologici con  patologia cardiovascolare
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Giudici, Vittorio

Telemedicina e follow up dei pazienti oncologici con patologia cardiovascolare : uno studio di fattibilità / Vittorio Giudici, Davide Thomas Panciera, Luca Ambrogio Rampinelli, Lucio Taglietti

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: La Telemedicina (TLM) è definita come "la prestazione di servizi di assistenza sanitaria, tramite il ricorso alle Tecnologie dell’Informatica e della Comunicazione, in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente non si trovano nella stessa località. Essa comporta la trasmissione sicura di informazioni e dati di carattere medico grazie a testi, suoni, immagini o altre forme necessarie per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il successivo controllo dei pazienti”. Nell’ASST BergamoEST è attivo un laboratorio di TLM presso l’UOC di Cardiologia Riabilitativa che segue pazienti con scompenso cardiaco mediante tele nursing, televisite, interviste telefoniche, home monitoring di device. Durante la recente crisi COVID sono state implementate nuove attività che hanno permesso l’acquisizione di nuove competenze nella gestione mediante TLM di pazienti non solo cardiologici o con criticità diverse da quelle puramente cardiologiche. . L’idea alla base del progetto pilota è quella di “esportare” l’esperienza acquisita in TLM da una singola UOC ad altre UOC (Chirurgia Generale) elaborando un nuovo modello organizzativo per il follow up di pazienti oncologici operati con un rischio cardiovascolare elevato che hanno subito un intervento chirurgico, utilizzando le metodiche proprie della TLM. Il modello esistente prevede che il paziente dopo la diagnosi di neoplasia venga visto in consulenza dall’Anestesista e, se esistono problematiche cardiologiche (spesso si tratta di soggetti con multipli fattori di rischio cardiovascolare e con storia di pregressa patologia cardiaca), dal Cardiologo. Prima dell’intervento vengono eseguiti gli accertamenti ritenuti necessari. Dopo l’intervento il paziente viene dimesso a domicilio. Se necessita di Chemioterapia viene gestito dai singoli Specialisti di branca. Se affidato all’ADI, in caso di complicanze viene rimandato in consulenza al Chirurgo. Per l’eventuale monitoraggio/titolazione delle terapie cardiologiche viene rimandato in consulenza al Cardiologo. Il nuovo modello organizzativo ha lo scopo di ridurre al minimo il numero di accessi in ospedale non indispensabili del paziente operato. Prevede l’arruolamento di un numero limitato di pazienti oncologici dimessi dopo intervento chirurgico (20) dalle UOC di ORL dell’Ospedale di Seriate e dall’UOC di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Piario (entrambe dell’ASST Bergamo EST). I pazienti dovranno essere portatori anche di copatologie cardiologiche e avere necessità di follow up cardiologico. I pazienti prima dell’intervento chirurgico dovranno essere stati visti in consulenza dal Cardiologo della Cardiologia Riabilitativa. Il paziente potrà aderire al progetto previa firma di un consenso informato e il Medico di Medicina Generale del paziente dovrà essere informato mediante lettera e potrà contattare gli specialisti mediante Teleconsulto. La gestione delle ferite chirurgiche sarà demandata all’ADI. In caso di necessità potranno essere inviate all’OU chirurgica di competenza registrazioni fotografiche della ferita mediante smartphone (utilizzando la piattaforma informatica aziendale); il chirurgo potrà essere contattato dal vulnologo mediante teleconsulto. Se necessario il paziente potrà essere inviato in consulenza in presenza. Nel paziente sottoposto a chemioterapia l’oncologo, quando necessario, potrà contattare il chirurgo o il cardiologo mediante teleconsulto diretto. Il monitoraggio dello stato del paziente e la titolazione dei farmaci cardiologici ed eventuali televisite saranno garantiti dal Laboratorio di Telemedicina della Cardiologia Riabilitativa. MODULOORG

Studio di fattibilità di un centro servizi per la  sorveglianza domiciliare e la televisita
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Archi, Davide

Studio di fattibilità di un centro servizi per la sorveglianza domiciliare e la televisita : dall’esperienza COVID alla gestione dell’ordinario / Davide Archi, Tiziana Candiani, Simonetta Cherubini, Renzo Guttadauro

Milano: PoliS-Lombardia, [2021]

Abstract: La gestione dell’emergenza legata alla pandemia COVID ha rappresentato un grande stress test a cui è stato sottoposto il Sistema Sanitario, ma che ha rappresentato un potente stimolo per ideare innovativi modelli di presa in carico di pazienti, adulti e pediatrici, attraverso lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi servizi. Questo patrimonio esperienziale, una volta terminata la pandemia, non può andare perso ma deve essere utilizzato per rivedere i percorsi, gli strumenti e i setting assistenziali al fine di costruire nuove opportunità. L’obiettivo di questo documento è ipotizzare la trasformazione di alcuni servizi sviluppati per l’emergenza e “istituzionalizzarli” come strumenti utili anche per gli utenti non COVID: la strutturazione di una centrale di sorveglianza COVID e la televisita in ambito pediatrico, potrebbero trovare una loro utilità all’interno di percorsi dedicati a pazienti affetti da una patologia acuta, cronica o temporaneamente fragili. L’ASST Rhodense ha sviluppato una centrale di monitoraggio per pazienti COVID: si ipotizza di trasformarla in una centrale di sorveglianza per dimissioni precoci rivolta ai pazienti dimessi da Pronto Soccorso, Day Surgery o reparti di degenza/subacuti. Il progetto prevede un potenziamento della centrale multiservizi del POT di Bollate e lo sviluppo di algoritmi decisionali per singole categorie di pazienti. Gli investimenti necessari sarebbero legati esclusivamente all’adozione di personale. L’ASST Valle Olona ha avviato un progetto di telemedicina nel paziente adulto: si vuole valutare la trasferibilità del progetto in ambito pediatrico per pazienti affetti da patologie croniche o in fase diagnostica. I costi previsti sono legati all’acquisizione/formazione del personale e all’ampliamento della piattaforma informatica. Entrambi i progetti dovranno affrontare la limitatezza di risorse sia in termini umani sia tecnologici, la resistenza al cambiamento e l’accettabilità del modello da parte di operatori, pazienti e caregiver, questi ultimi con potenziali problemi di accessibilità e dimestichezza all’utilizzo delle nuove tecnologie. Fanno da contraltare a questi rischi, potenziali risultati attesi di valore: - il progetto di monitoraggio porterà a un sistema più flessibile nella gestione della transizione ospedale territorio dei pazienti fragili sui quali è posta particolare attenzione nelle ultime riforme del SSR. Sarà possibile un miglioramento dell’appropriatezza dei ricoveri e una riduzione della degenza media presso i reparti di degenza e subacuti; - la diffusione della telepediatria potrà assumere immediatamente significati positivi in termini di soddisfazione del paziente e del professionista; da un buon utilizzo dello strumento sono attesi risultati in termini di efficientamento del sistema e miglioramento della qualità delle cure. Tutti questi elementi potranno essere monitorati nel tempo attraverso specifici indicatori che possono essere in grado di fornire il trend di utilizzo delle tecnologie, così da orientare sia i servizi e la loro erogazione, sia azioni mirate di supporto sui pazienti e sui caregiver. MODULOORG